Rapagnà sospende lo sciopero della fame

Sospeso lo sciopero della fame avviato dal coordinatore regionale del movimento 'Mia Casa Abruzzo' Pio Rapagnà lo scorso 8 febbraio per ottenere dal Consiglio regionale l'approvazione di «due leggi per superare l'emergenza abitativa post terremoto in Abruzzo», come definita dal movimento.

«Di fronte ad un pervicace e 'distruttivo silenzio' del Consiglio regionale e dei soggetti attuatori della ricostruzione post-terremoto all'Aquila e nei Comuni del cratere, metto fine allo sciopero della fame promosso per chiedere al Consiglio regionale di approvare due leggi urgenti per rendere effettivo, in primo luogo, attraverso il riscatto graduale e sociale degli alloggi ex-GESCAL, il diritto alla casa anche per i lavoratori e i pensionati che non hanno avuto possibilità e condizioni economiche sufficienti per accedere alla proprietà della loro "prima ed unica casa"; in secondo luogo, per consentire, attraverso la definizione di atti legislativi e amministrativi di indirizzo e regole più chiare e trasparenti, l'inizio immediato, da parte del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, dell'Ater e del Comune di L'Aquila, dei lavori di "ricostruzione pesante" delle abitazioni e degli edifici residenziali classificati E e la contestuale "messa in sicurezza sismica" della maggior parte dell'edilizia residenziale pubblica e privata realizzata, anche negli ultimi anni prima del terremoto del 6 aprile 2009, nelle zone e nei comuni ad alto e altissimo rischio sismico e idrogeologico».

«Il Consiglio regionale, che ha la competenza esclusiva in materia di edilizia residenziale pubblica e di politica della casa in Abruzzo, fugge ancora una volta - afferma Rapagnà - di fronte a questa responsabilità. La dimostrazione sta nel fatto che il Consiglio regionale, convocato per domani, martedì 25 febbraio, ha all'ordine del giorno solo una serie di interrogazioni e interpellanze».