Crisi, a Roma anche il volto giovane dell’impresa

Hanno voluto organizzare pullman pieni di preoccupazione e, al tempo stesso, di entusiasmo.

Hanno deciso di chiudere per un giorno le loro imprese per far sentire la loro voglia di continuare ad intraprendere superando ogni difficoltà contingente. Hanno voluto dire alla politica economica italiana che il futuro è nelle loro mani e che in loro va riposta la speranza del futuro delle PMI.

«Ma questa speranza - si legge in una nota - va supportata da azioni a difesa della loro dignità, del loro lavoro».

I giovani imprenditori della Confesercenti hanno chiesto con forza al Governo e al Parlamento di capire «che senza di loro l’Italia si ferma».

Per questo la Confesercenti Giovani ha voluto dire basta alla scorciatoia fiscale, basta all’uso dell’imprese come cassa continua da cui prelevare ogni volta che c’è bisogno. «Se il sistema fiscale e tributario è orientato a soffocare e opprimere ogni azione di sviluppo, allora i giovani imprenditori ribadiscono che se non si torna ad investire sulle PMI e sul loro futuro, non si fermeranno solo le imprese, ma l’intero Paese».

In Piazza del Popolo la Confesercenti Giovani della Provincia dell’Aquila ha inteso ribadire che gli invisibili oggi sono tornati visibili perché le ragioni delle imprese diventino le ragioni dell’Italia.

Anche se la politica li ha delusi hanno voluto ribadire che «i giovani non hanno perso la speranza; piuttosto è stata persa la pazienza e la serenità; ma l’Italia deve ripartire dai giovani imprenditori, i soli ai quali il futuro spetta di diritto».

Al ritorno da Roma, sia Domenico Venditti, Presidente della Confesercenti, sia Pietro Leonarduzzi, Vice Presidente, hanno voluto personalmente ringraziare i Giovani imprenditori e soprattutto il loro Presidente, Valentino Casciato per la presenza e l’impegno che hanno profuso nell’organizzare la trasferta nella capitale.