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«Lo sgombero delle famiglie è un problema sociale»

«In questa città manca una regia complessiva». Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, commentando la situazione generale dell'Aquila e del suo territorio, a margine della problematica del pronunciamento della procura generale della Corte dei Conti che ha richiamato il Comune dell'Aquila per la mancata riscossione di canoni di affitto e utenze per circa 300 famiglie sfollate nel progetto case e nei Map.

«Sono i problemi di una città che non c'è più, che non si possono affrontare e risolvere senza una visione generale - ha spiegato ancora Cialente, che ha annunciato di aver incontrato per i primi chiarimenti i rappresentanti della Corte dei Conti ai quali, ha precisato - ho spiegato che queste famiglie erano alla caserma della guardia di finanza a Coppito a costi superiori e che il Comune le ha trasferite anche per risparmiare, come fatto su tutta la problematica dell'assistenza alla popolazione».

«Siamo in un cul-de-sac: da un lato dovrei come prevede la legge sfrattare i morosi, dall'altra non sappiamo dove mandare queste famiglie disperate e comunque qualsiasi soluzione alternativa costerebbe molto di più. È il governo nazionale che mi deve dare una soluzione, al prefetto ho chiesto di riferire al governo». Così continua il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, al termine della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocato dal prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci, su richiesta da parte dello stesso sindaco in seguito al pronunciamento della procura generale della Corte dei Conti che ha richiamato il Comune per la mancata riscossione di canoni di affitto e utenze per circa 300 famiglie sfollate nel progetto case e nei Map.

Cialente ha chiesto la riunione perché a suo avviso «lo sfratto di queste famiglie è un grande problema sociale». Il primo cittadino ha confermato l'attivazione delle procedure di riscossione ed eventualmente di sfratto, ma ha chiesto una soluzione politica «per le famiglie che non possono pagare», bacchettando la Regione Abruzzo «che tra un passatempo e l'altro avrebbe dovuto fare un piano sociale speciale di inclusione sociale in maniera tale che si sarebbe potuto tamponare il pagamento di bollette e affitti delle famiglie più in difficoltà. È stato un incontro lungo e approfondito durante il quale ho spiegato la situazione molto particolare per la quale la soluzione negli alberghi, alla guardia di finanza, da dove vengono - ha continuato il primo cittadino - non so come fare: faccio un esempio, se sfratto una signora con quattro figli piccoli dove la portiamo? in mezzo ad una strada?».

Cialente ha spiegato che «questa fascia di disperazione c'era anche prima, solo che veniva attenuata da un connettivo sociale nei vari quartieri che fungeva da ammortizzatori, un sistema che ora si è disgregato».

«Alla luce di questo lo sgombero sarà una delle più gravi emergenze sociali in Italia - ha detto ancora - ci sarà da far uscire un palazzo intero, ci sarà bisogno della celere». Cialente ha infine assicurato che saranno perseguiti coloro che «non pagano per scelta avendo le possibilità economiche».