L’aeroporto e l’uragano delle polemiche

di Fulgo Graziosi

La nostra comunità ha dei grandissimi pregi, ma altrettanti difetti, di cui alcuni di notevole importanza perché, alla fine, non consentono il decollo, o il salto di qualità, dell’economia, dello sviluppo e del tanto sognato decollo socio economico del territorio.

Non occorre andare troppo indietro con i ricordi. Basta fermarsi al cambio di staffetta della gestione amministrativa del Comune per fare alcuni raffronti di immediata tangibilità. Tutti gli aquilani ricorderanno che i lavori di realizzazione della metropolitana di superficie erano giunti quasi al completamento. Mancava solamente qualche piccolo aggiustamento e una leggera variazione del tracciato per iniziare ad entrare in esercizio. Bene! Il primo provvedimento adottato dalla maggioranza appena insediata nel palazzo municipale fu quello di rescindere il contratto con la società appaltatrice. Non fu fatta neppure la più semplice valutazione di perdite e profitti per decidere se portare a conclusione i lavori oppure smantellare il tutto, poiché gli stessi risultarono negativi agli effetti di una accurata valutazione economica. Questo obbligatorio esame non fu mai eseguito, per cui la cittadinanza fu costretta ad accettare le determinazioni assunte dall’assise comunale, senza poter avere a disposizione la necessaria documentazione per giustificare le scelte che, pertanto, furono ritenute ingiustificate dalla maggior parte degli aquilani. Sarebbe bastata una piccola variante al tracciato per rendere il tutto completo e funzionale. Il tratto corrente da Porta Roma a Piazza Palazzo, utilizzabile solamente da Sallustio per recarsi da San Vittorino a Piazza Palazzo e viceversa, avrebbe potuto essere deviato su Via XX Settembre, fino a raggiungere il parcheggio di Collemaggio per dare allo stesso una maggiore e razionale funzionalità. Invece no. Senza mezzi termini bisogna rescindere il contratto, costi quel che costi. La maggior parte dei costi, però la sosterranno i cittadini e non gli amministratori.

Questo modo di pensare rappresenta il classico difetto di cui abbiamo parlato all’inizio. Se l’idea, il progetto o il programma non scaturisce dal mio cervello non si deve muovere paglia. E, come possiamo ben vedere, noi restiamo sempre immobili da diversi anni, mentre gli altri progrediscono senza colpo ferire, anche perché le scelte operate da altri lungimiranti amministratori non rispondono a logiche di nicchia, di confraternita, di parrocchietta. In tutto questo, abbiamo il coraggio di lamentarci e di accusare il nostro prossimo di averci usurpato i titoli. Ma, quali titoli? Quelli dell’abulia, dell’apatia, della disinformazione , della superficialità di gestione?

Torniamo alle complesse problematiche legate all’Aeroporto dei parchi, che ha messo in moto una severa campagna di sterili polemiche poco tempestive, improduttive, offensive nei confronti dei cittadini e, soprattutto, poco attendibili perché basate su fumosi e fragili presupposti, senza il minimo riferimento a qualsiasi documento legato all’argomento di cui tanto si discute.

Il sistema di consultazione delle categorie professionali, sindacali e produttive è risultato fumoso, con effetti estremamente negativi, perché volto a trovare sostegno e impegno a cose fatte. Bene ha fatto Confindustria a sottolineare che in questo momento «le priorità dell’Abruzzo aquilano siano altre». Ancora più sottile e pesante appare l’altra precisazione in merito alla tempistica del possibile coinvolgimento: «di solito le consultazioni con le categorie degli operatori economici si fanno prima di fare i progetti». Non possiamo fare a meno di prendere atto della precisa e corretta presa di posizione di Confindustria. Non possiamo, però, prendere per oro colato tutto ciò che ognuno di noi pensa di conoscere, o ritiene di essere depositario della verità.

Vorremmo cercare di spezzare una lancia, per quanto possibile, a favore del sindaco, attualmente sottoposto ad un pressante fuoco incrociato a 360 gradi. Attacchi da tutte le parti: dal partito, dal governo, dai ministri, dai vari commissari governativi, dalla regione, dalla provincia, dalla minoranza consiliare e, perché no, anche da qualche franco tiratore della maggioranza. Sarà anche vero che non ha provveduto a confrontarsi preventivamente con le forze economiche, commerciali e sociali in ordine al progetto dell’aeroporto. Sarà altrettanto vero, però, che, prima di avviare il progetto, avrà eseguito, o fatto eseguire, una analisi e un approfondito studio di fattibilità dell’opera, compresa una attenta proiezione dei profitti e delle perdite determinate sulla scorta della potenziale utenza dello scalo aereo. Questo beneficio glielo dobbiamo concedere, anche perché siamo certi che, nel giro di poco tempo, sarà in grado di esibirlo in una prossima imminente conferenza stampa.

Per non annoiare troppo i lettori rimandiamo al prossimo articolo un articolato intervento in merito alle dichiarazioni rilasciate dal signor Musarella, manager della XPress, anche alla luce dell’abbandono dell’impresa da parte di uno dei maggiori soci, detentori del 35% delle quote azionarie.