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La solidarietà nel mondo del calcio

di Claudia Giannone

In un mondo sempre più devastato dalla violenza e dalla corruzione, soprattutto in un ambito così delicato come quello del calcio, ci sono ancora dei gesti che, seppur rari, lasciano intravedere uno spiraglio di luce, nel buio che sta inghiottendo velocemente tutto ciò che di buono era rimasto nella nostra società.

È l’esempio di alcune squadre che, nel corso del campionato di Prima Divisione, stanno incontrando i rossoblù: nessun gemellaggio, nessuna esperienza storica ad imporre come un “[i]obbligo[/i]” la solidarietà tra popolazioni. Semplicemente il buon senso che spinge delle persone, dei tifosi, a sostenere moralmente chi si è trovato, e ancora si trova, in difficoltà.

Due nomi: Pisa e Viareggio.
Due squadre che L’Aquila ha già incontrato, sia nel girone di andata che in quello di ritorno, e che hanno saputo dimostrare rispetto nei confronti di una popolazione colpita da un tragico evento e ancora in ginocchio per le conseguenze.

Il pubblico di Pisa, in entrambe le occasioni, ha saputo dimostrare il proprio sostengo agli aquilani. Nel corso del girone di andata, quando l’incontro si è svolto tra le mura del “Fattori”, i toscani hanno mostrato uno striscione dal significato davvero importante: “Fate decreti contro chi vuole tifare, invece di aiutare chi vuole ricominciare”. Allusione ad uno Stato che, in situazioni critiche come quella dell’Abruzzo, dell’Emilia o della Sardegna, non si adopera come potrebbe, ma pensa ancora a limitare la libertà delle persone che, in pace e tranquillità, vorrebbero seguire e supportare la propria squadra su ogni campo.

E nel girone di ritorno, quando gli aquilani sono stati ospiti del Pisa, di nuovo uno striscione: “L’Aquila: la ricostruzione deve continuare”. In alcuni casi, addirittura, sarebbe meglio dire che la ricostruzione deve iniziare, ma il messaggio è ancora una volta chiaro: con tutti i problemi che si sono creati, tutti gli impedimenti e gli esempi di corruzione, gli unici che si trovano sempre ad avere la peggio sono i cittadini.

Il sostegno del Viareggio non è certo da meno. È una solidarietà reciproca quella che si vede su entrambi i campi, con gli striscioni in memoria del terremoto dell’Aquila e dell’incidente ferroviario di Viareggio. Due stragi che hanno unito le due città in un dolore senza fine, un dolore che lacera il cuore e che fa dimenticare totalmente i risultati sul campo. Un campo che troppe volte fa perdere la testa, che porta a gesti indescrivibili e a momenti che andrebbero cancellati dalla memoria.

La visita della compagine bianconera alla Casa dello Studente, un “benvenuti” scritto sulle maglie dei bambini toscani nel momento in cui le squadre fanno il loro ingresso in campo: esempi di rispetto da parte di chi comprende una strage e vuole cercare, nel suo piccolo, di tendere la mano verso chi è caduto, per aiutarlo a tornare in piedi.

Se è vero che il mondo sta dimenticando cosa siano il rispetto, la solidarietà e l’aiuto verso chi ha bisogno, è anche vero che ad essere messi in risalto sono sempre gli avvenimenti più tetri, mentre si dovrebbero valorizzare gli esempi, sporadici ma esistenti, di un calcio vero, che va oltre il risultato e che porta nel proprio cuore un po’ di purezza.

Perché mentre in altri campionati le uniche cose che è possibile sentire sono offese, anche pesanti, ci sono persone che non ammettono questi comportamenti. Passino gli sfottò, ma quando si sfiorano argomenti delicati e, un esempio su tutti, gli aquilani vengono definiti con tono dispregiativo “terremotati”, si spegne totalmente la bellezza dello sport, che dovrebbe insegnare ben altri valori.

E in un mare di offese e di vergogna, ci sono avvenimenti che fanno sorridere, perché dimostrano che il calcio vero non è morto, ma semplicemente assopito. E gli aquilani non dimenticheranno.