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Salone della Ricostruzione: ricostruire è rigenerare

È stato ufficialmente presentato ieri il quarto Salone della Ricostruzione promosso e organizzato da Ance Abruzzo, insieme ad Ance L’Aquila, Ance Chieti, Ance Pescara e Ance Teramo, e da Carsa che da evento espositivo diventa progetto per la qualità del territorio, attraverso due importanti iniziative.

Officina L’Aquila, laboratorio per una ricostruzione di qualità, che vede l’intesa tra ANCE Abruzzo e nove tra i maggiori gruppi del panorama nazionale e internazionale di prodotti per l’edilizia (Ariston Thermogroup, Bioistotherm, Graniti Fiandre, Grandform Sanitrit, Grohe, Kessel, Mapei, Pozzi Ginori e Roca Ceramiche) per la realizzazione di iniziative in grado di rendere più qualificata la ricostruzione dell’area terremotata, tra cui formazione tecnica e accordi commerciali basati su prezzi calmierati.

Il Comitato dei Promotori è il risultato di una volontà degli organizzatori del Salone di ampliare il progetto all’intera filiera della ricostruzione, includendo le rappresentanze del mondo associativo, istituzionale e della ricerca.

«L’intesa raggiunta con le major mondiali del settore dei materiali per l’edilizia può tradursi in opportunità per le nostre imprese di avere prezzi convenzionati su prodotti di qualità – ha dichiarato Enrico Ricci, Presidente di ANCE Abruzzo – In più formazione, assistenza tecnica, garanzia sul prodotto, filo diretto con l’impresa sui cantieri. Lo sforzo che intendiamo fare è quello di lanciare, attraverso Officina L’Aquila e con la partecipazione dei diversi attori della ricostruzione al Comitato dei Promotori, segnali positivi sul processo in atto e favorire un’interazione costante tra mondo della produzione e mondo del lavoro. L’obiettivo che ci prefiggiamo è impegnarci con azioni e programmi perché la Ricostruzione sia anche Rigenerazione Urbana. La strada verso la smart city è tutta da costruire e il percorso giusto è questo».

Il convegno ‘Officina l’Aquila, per una ricostruzione di qualità. Materiali – Componenti – Prodotti’, svoltosi ieri pomeriggio presso la sede dell’ANCE L’Aquila, è stato l’occasione per dare qualche dato sullo stato dell’arte della ricostruzione nel capoluogo e nei comuni del cratere, grazie agli interventi di Paolo Aielli, Direttore dell’USRA-Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, e di Paolo Esposito, Direttore dell’USRC-Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere.

«Prevediamo di approvare 37 piani di ricostruzione entro fine marzo e di arrivare all’approvazione dei piani di tutti e 56 i comuni del cratere entro l’estate – questo l’impegno di Paolo Esposito che ha parlato di un fabbisogno economico complessivo di 4,3 miliardi tra evidenza pubblica e privata. Di questi, 3,5 miliardi sono per la ricostruzione privata e 0,8 miliardi per quella pubblica – Per gli interventi di edilizia scolastica abbiamo 176 richieste, di cui 155 sono state istruite e abbiamo dato il via libera a circa il 20% di esse. Il totale dei cantieri aperti nei 56 Comuni è di 41 nei centri storici e 567 nelle zone periferiche».

«I primo fondi per il centro storico dell’Aquila sono arrivati nell’aprile 2013 e da allora sono stati autorizzati oltre 600 mln di euro di cantieri partiti per lo più tra agosto e settembre – ha sottolineato Paolo Aielli – Il CIPE ha deliberato per L’Aquila l’autorizzazione a impegnare i fondi non solo del 2014 ma anche quelli già stanziati per il 2015 e 2016. Ritengo che sia un segnale estremamente positivo il fatto che anche il Governo abbia riconosciuto, grazie al monitoraggio, che la ricostruzione sta andando avanti e che c’è il massimo della trasparenza. L’Adesione al Comitato dei Promotori è per noi un’opportunità estremamente importante in quanto in occasione del Salone presenteremo il Centro di documentazione, uno spazio all’interno del quale raccoglieremo tutte le informazioni relative alla gestione del terremoto e faremo anche alcune proposte continuando quel lavoro di esplicitazione e trasparenza ne confronti del governo e dei cittadini».

Grande impegno di trasparenza e di qualità da parte dall’ANCE L’Aquila, così come confermato da Stefano Cipriani, Vice presidente dell’Associazione «Abbiamo svolto un’attività intensa per diffondere la conoscenza delle regole. Sapere quello che si può fare con assoluta certezza è alla base di una ricostruzione legale e trasparente».

A fargli eco Fabio Spinosa Pingue, Presidente di Confindustria Abruzzo «Occorre alzare il livello di rispetto delle regole. Se vogliamo trasformare il terremoto in opportunità il rispetto delle regole è ciò da cui dobbiamo ripartire».

«Il discorso sulla qualità ci riguarda da vicino in quanto ci siamo dati l’obiettivo di perseguire la creazione di un “Marchio Mediterraneo” – ha ribadito Lorenzo Santilli, Vice Presidente di Unioncamere Abruzzo – Sappiamo di saper fare perché il patrimonio di cui disponiamo ce ne dà prova, ma dobbiamo recuperare quel percorso del “saper fare il bello”, come si usava nella tradizione storico-architettonica dell’Abruzzo».

«Vogliamo concentrarci sulla strutturazione di un sistema di appalti che garantisca tutte le fasi, dalla progettazione alla esecuzione – così Fabrizio Magani, Direttore della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo – Conservare e ricostruire esige non solo progettare bene ma controllare e vigilare sulla realizzazione. Per questo ci siamo molto dedicati alle metodologie della conservazione, oltre che alla ricostruzione. Il territorio abruzzese dispone di molte capacità eccellenti e dobbiamo inserirle nella ricostruzione: sono depositarie di un sapere antico che arreca valore ai manufatti e ne garantisce la qualità».

«L’impegno è ricostruire a costo zero per il territorio – ha confermato Pietro Di Stefano, Assessore alla Ricostruzione del Comune di L’Aquila – Produrremo un piano urbanistico nel quale l’esistente verrà recuperato e quasi nulla sarà destinato al nuovo. Dobbiamo guardare al territorio come al nostro patrimonio».

«L’argomento che forse ci preme di più è quello dell’incremento della conoscenza nelle generazioni future perché riteniamo di dover traferire loro un bagaglio di valori – ha sottolineato Mario Centofanti, Professore Ordinario Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile, Architettura e Ambientale, Università degli Studi dell’Aquila – Attualmente ci stiamo concentrando sulla costruzione di metodologie finalizzate alla conservazione del patrimonio esistente nell’ambito dei processi ricostruttivi».

«È evidente che per noi la formazione è l’aspetto più importante di Officina L’Aquila e del Salone della Ricostruzione – ha aggiunto Franco Muffo, Presidente CNA Impianti – Sappiamo tutti che delle piccole realtà solo il 32% aderisce a iniziative formative e il fatto penalizza fortemente il comparto. Anche il rapporto con l’Università è per noi un grande valore aggiunto poiché accedere ai livelli della produzione della conoscenza risulta molto difficile per le figure dei tecnici».

«In un panorama in cui si assiste a una crisi profonda delle iniziative fieristiche – ha dichiarato Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq – credo che il Salone della Ricostruzione si distingua per vitalità. Resto convinto che L’Aquila abbia bisogno di un luogo stabile per i grandi eventi e credo che l’area ex Italtel sia la più adeguata. Pensare di riservarla esclusivamente alle industrie significa confidare più del necessario nella capacità attrattiva del manifatturiero: una forza che oggi il segmento non ha».

A margine del Convegno un’altra importante novità. L’appuntamento espositivo nell’ambito del progetto Salone della Ricostruzione – Officina L’Aquila verrà anticipato di un giorno e si terrà dal 2 al 5 aprile presso l’ex Agriformula.

A spiegare le ragioni di tale scelta Roberto Di Vincenzo, Coordinatore generale del Salone «Nelle nostre intenzioni c’era la volontà di individuare, per la data del 6 aprile in cui ricorre l’anniversario del sisma, iniziative che non fossero commerciali bensì commemorative e in qualche modo incentrate sulla ricostruzione non solo materiale ma anche sociale e culturale della comunità. In queste ultime settimane ci siamo tuttavia resi conto che qualsiasi iniziativa avessimo organizzato non avrebbe reso il giusto tributo alla memoria di questo tragico evento e pertanto abbiamo ritenuto doveroso anticipare di un giorno la manifestazione».

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