Cronaca

Cioni: «L’Aquila non è la terra del malaffare»

«Mi sento bene, sto bene. Da un po' di giorni avevo molta amarezza dentro, sia per quello che mi raccontano i nostri soci, sia per alcuni accadimenti che mi avevano ulteriormente addolorato. Stava passando l'idea dell'Aquila come terra di malaffare, per me era inaccettabile. Ma non avevo con me né l'accendino, né la benzina, l'ho solo detto per evitare che la protesta si chiudesse subito».

Così il direttore regionale della Confcommercio, Celso Cioni, il giorno dopo la clamorosa protesta che lo ha visto barricarsi nel bagno della filiale della Banca d'Italia minacciando di darsi fuoco per denunciare lo stato di profonda crisi in cui versano i commercianti e le piccole imprese del cratere del terremoto. L'azione di Cioni che ha desistito dopo tre ore e dopo l'arrivo del prefetto, Francesco Alecci, al quale aveva chiesto, come rappresentante in loco del governo, un intervento urgente per alleviare le sofferenze dei commercianti. ha fatto il giro dell'Italia.

«Noi aquilani, noi abruzzesi, siamo grandi lavoratori - dice Cioni con calma e riflessiva - e non possiamo accettare che si faccia scempio di questa città. L'immagine dell'Aquila come luogo di malaffare è devastante, ma non può passare il messaggio sbagliato. La città è fatta in gran parte di persone oneste, persone che stanno soffrendo una crisi economia gravissima. Ero in un santuario del credito, ho pensato di coniugare il luogo giusto alla protesta, fregandomene delle conseguenze personali. E credo di aver fatto centro, ancora oggi ricevo messaggi di solidarietà da tutta Italia. Speriamo di avere qualche risultato sull'accesso al credito, adesso tocca alle proposte concrete, al di fuori delle proteste clamorose. Le proposte ci sono, sono quelle di qualche anno fa e ovviamente risultato ancora attuali, perché la crisi era già cominciata», spiega Cioni.

«Da parte di Confcommercio c'è un'analisi approfondita delle ragioni della crisi - continua - ma anche le soluzioni, come quelle sul fondo di garanzia. Lunedì prossimo (il 20 gennaio) ci sarà spazio per il consiglio di Confcommercio L'Aquila, che sicuramente si allargherà alle altre province. La proposta sarà ulteriormente arricchita, vediamo se il governo, che è già a conoscenza dei nostri problemi perché in tutta Italia è così, stavolta si sveglierà».

Cioni, ex dirigente di banca, ex consigliere comunale della Dc e candidato sindaco per il centro sinistra nelle elezioni comunali dell'Aquila del 2002, rischia la denuncia per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme in seguito all'inchiesta aperta dalla procura aquilana che ieri era presente con il pm Stefano Gallo, il quale attende una informativa dei carabinieri che sarà seguita in particolare dal comandante provinciale, Savino Guarino.

«Hanno capito lo spirito dell'iniziativa. Mi ha dato fastidio dare fastidio, ma ho ricevuto comprensione. E mi fa piacere, significa che si è capita la gravità della situazione e la disperazione del gesto». Oggi Cioni parteciperà al consiglio nazionale della Confcommercio e incontrerà di nuovo il presidente, Carlo Sangalli, che ieri aveva solidarizzato con lui.

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