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«Menestò non c’entra nulla»

«Il nostro cliente ha chiarito la sua posizione, ha spiegato che la contabilità è regolare, che lui ha visto soltanto fatture regolari e quindi ha spiegato che non c'entra nulla».

Lo hanno detto gli avvocati Davide Zaganelli del Foro di Perugia e Gian Luca Totani del Foro dell'Aquila, legali di fiducia di Fabrizio Menestò, ingegnere di Perugia - anche lui indagato nell'ambito dell'operazione "Do Ut Des" della Procura della Repubblica dell'Aquila - al termine dell'interrogatorio di garanzia, avvenuto alla presenza dei sostituti David Mancini ed Antonietta Picardi, titolari dell'inchiesta.

Menestò è accusato di falso e appropriazione indebita in relazione ai lavori di puntellamento di palazzo Carli (sede del rettorato dell'Università) e del pagamento del terzo Sal (stato avanzamento lavori) dell'appalto, quantificato in 1 milione e 200 mila euro circa.

Rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano come l'ingegnere fosse finito nell'inchiesta, i legali hanno concluso: «è entrato per dichiarazioni di qualcuno che non ha raccontato l'esatta dinamica dei fatti».

Entro sabato dovranno essere ascoltati gli altri quattro indagati finiti ai domiciliari. Si tratta di Pierluigi Tancredi, 60 anni, attuale funzionario dell'Asl dell'Aquila, all'epoca dei fatti consigliere comunale di Forza Italia; Vladimiro Placidi, ex assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali durante l'ultimo periodo del primo mandato del sindaco Massimo Cialente, oltre che direttore del disciolto Consorzio beni culturali; Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio beni culturali e già collaboratrice di Tancredi durante i suoi mandati di assessore nella Giunta di centrodestra ed infine Pasqualino Macera, all'epoca dei fatti funzionario responsabile Centro-Italia di Mercatone Uno Spa.