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Ultimo soffio di vita per AQ, 54 milioni di euro

di Antonella Calcagni

Ancora 54 milioni di euro a disposizione del capoluogo e del cratere per l’assistenza alla popolazione, poi “rien ne va plus”.

Il fondo, ad esaurimento, è stato assegnato dalla delibera Cipe del 2012 e, una cosa è certa, è necessario farlo bastare fino alla fine della ricostruzione perché difficilmente potrà essere rifinanziato.

Questo concetto è ben chiaro all’assessore comunale con delega all’assistenza alla Popolazione, Fabio Pelini che continua a perseguire il suo obiettivo di Cas-zero, legato a doppio filo con il trend della ricostruzione.

«Per la sola città dell’Aquila – spiega l’assessore – la cifra mensile destinata al contributo di autonoma sistemazione è di un milione 313 mila euro con un abbattimento medio di 100 mila euro al mese. La cifra, dal censimento ad oggi, è praticamente dimezzata». Pelini parla di scommessa vinta riferendosi «all’operazione di razionalizzazione messa in campo, tenendo conto delle esigenze delle singole famiglie. Un obiettivo - spiega - che ai tempi della Sge, in cui la gente era trattata come pacchi postali, sembrava praticamente impossibile».

La fine del 2013 ha regalato un altro primato: aver dato un alloggio del progetto case a tutte le giovani coppie con figli o donne in gravidanza che ne hanno fatto richiesta; si tratta di quasi un centinaio di appartamenti.

Ormai appare chiara anche la “mappa” degli assegnatari con l’analisi dei dati del censimento. Nonostante la reticenza iniziale, alla fine ha risposto al sondaggio il 90% degli assegnatari.

«Ora siamo in grado di fare interventi mirati per il recupero delle somme per recuperare l’elevato tasso di morosità – ha aggiunto Pelini – anche se in questi giorni sono stati in molti a regolarizzare la propria posizione con i canoni. Ai blocchi di partenza anche l’assegnazione agli studenti universitari gli alloggi liberi di Roio e Coppito. A proposito di Roio, oggi nei due appartamenti della piastra 18 dove è stata rinvenuta la presenza del batterio della legionella ci sarà la prova del nove: saranno effettuati controlli per verificare se la bonifica effettuata da una ditta specializzata, nei giorni scorsi, avrà avuto effetto. Il divieto per i 24 nuclei familiari di utilizzare l’acqua calda avrà scadenza l’8 gennaio. Difficile immaginare una proroga del divieto: le famiglie con bimbi piccoli non ce la fanno più a stare senza acqua calda».