Fiera Epifania, meno abusivi e più elemosinanti

di Antonella Calcagni

Fulmini e saette con tanta, tanta pioggia hanno accompagnato la 66^ edizione della fiera dell’Epifania. Il tempaccio, che ha concesso una tregua nel pomeriggio, non è riuscito a dissuadere le migliaia di persone che hanno sfidato il cielo, formando un mare variopinto di ombrelli che duellavano fra loro fra un banco e l’altro.

È vero, il numero degli ambulanti non autorizzati è nettamente diminuito rispetto allo scorso anno, anche se la loro presenza, si è rivelata provvidenziale per la distribuzione di ombrelli che sono davvero andati a ruba. Il loro quartier generale è stato il corso stretto dove gli abusivi hanno potuto vendere quasi indisturbati la loro roba come negli anni scorsi sistemati in una quarantina di stalli banchi improvvisati con il cartone.

Tuttavia molta è stata la merce contraffatta sequestrata alle fermate dei bus di Pio Quaianni, al Terminal di Collemaggio e lungo viale Gran Sasso. Evidentemente in molti sono riusciti a sfuggire ai controlli.

«La task force – ha commentato il presidente Fiva - Confcommercio, Alberto Capretti – comincia a dare i primi risultati. La fiera è stata più ordinata, meno soldi agli abusivi, più soldi ai regolari».

Meno abusivi, ma sicuramente più elemosinanti. Solo lungo via san Bernardino ce n’erano una decina, rappresentativi della varie tipologie. Hanno presidiato per tutto il giorno molti angoli del centro storico massicciamente; un segno inquietante della fiera ai tempi della crisi.

Anche quest’anno sono andati per la maggiore gli stand di prodotti alimentari dove occorreva il tagliacode per guadagnare il panino caldo o la porzione di patatine. La gente consumava tranquillamente il cibo seduta sulle panche delle birrerie “on the road” con l’ombrello aperto.

L’afflusso di gente è stato di poco inferiore a quello dello scorso anno con una stima di 40mila persone, nonostante il tempaccio, ma l’andamento è stato molto ordinato, come confermato dal Comandante di Vigili Urbani, Eugenio Vendrame: «Per la prima volta da quando sono all’Aquila – ha spiegato – il percorso è stato davvero ordinato anche se non sono mancati furti e borseggi, ben 8 solo alle 15. Molte le sanzioni elevate per infrazioni al codice della strada con rimozione di auto in sosta irregolare parcheggiate la sera prima».

Il picco di flusso è stato registrato nel pomeriggio all’ora dello struscio, dove ai Quattro cantoni e lungo il corso si è creato un vero “ingorgo” di pedoni. Sui banchi della fiera i soliti oggetti casalinghi, panni spugna e scope miracolose, capi di abbigliamento, ma poche bancarelle di giocattoli.

I venditori, depressi al mattino, si sono ripresi con la fine della pioggia, nel pomeriggio. La giornata non è terminata con il segno rosso. Gli aquilani hanno approfittato dell’occasione per incontrarsi, e non è poco, visto che i luoghi di ritrovo non ci sono più, ma anche per comprare quelle piccole, grandi cose inutili o utili che in un qualsiasi altro giorno dell’anno non acquisterebbero mai.

Presente alla Fiera anche il Gal Gran Sasso Velino che per il primo anno ha organizzato in collaborazione con la Confcommercio uno stand ai quattro cantoni per promuovere e far conoscere la propria attività «Il Gal finanzia idee e progetti nati intorno alla misura europea Leader. Fondi a sostegno dell'agricoltura, dell'allevamento, dell'economia rurale in generale» spiega il presidente del Gal, Bruno Petrei.