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L’Aquila, ricostruita fra 10 anni e 4 miliardi

«In Italia basta e avanza una sola Pompei». Lo ha detto il senatore e segretario del PSI, Riccardo Nencini, che con i parlamentari socialisti, tra cui Marco Di Lello, Oreste Pastorelli, Pia Locatelli ed Enrico Buemi e il segretario regionale Massimo Carugno, trascorre l’ultimo giorno dell’anno a L’Aquila, per chiedere l’attenzione del Parlamento e del Governo nei confronti del capoluogo abruzzese colpito dal sisma nel 2009 e la cui opera di ricostruzione deve essere ancora completata.

«Siamo a L’Aquila – ha proseguito Nencini- per ricordare la bellezza di una città straordinaria che vive nel dramma da quasi cinque anni. E siamo qui per chiedere che nel decreto Milleproroghe si trovi lo spazio per affrontare in maniera definitiva la questione della ricostruzione di una città che sta morendo», ha aggiunto il segretario del Psi.

«Abbiamo pronto un emendamento al decreto Milleproroghe da presentare alla Camera e al Senato, per chiedere che si alleggerisca il Patto di Stabilità de L’Aquila e dei comuni del cratere sismico, come è avvenuto per l’Emilia Romagna, e perché si fissi una programmazione di finanziamenti calendarizzati nel tempo che consenta ai comuni abruzzesi colpiti dal sisma di vedere un tempo preciso per la loro ricostruzione».

«Servono ancora dieci anni – un tempo lunghissimo- e quattro miliardi e mezzo solo per il centro storico de L’Aquila. Se non si stabiliranno tempi precisi per gli interventi, non basteranno né i dieci anni, né i 4 miliardi e mezzo previsti. Ne è prova la nomina del commissario ‘ad acta’ in Irpinia per il terremoto del 1980 – ha spigato Nencini – Letta ha preso l’impegno di creare una forte discontinuità per il governo dell’Italia, con un programma che fissi delle priorità».

«Il patto sia sottoscritto ripartendo da L’Aquila», ha concluso Nencini. A fare visita ai parlamentari del Psi riuniti in Piazza Duomo c’erano gli esponenti socialisti i Consigli Comunali Gianni Padovani e Antonio Nardantonio e l’Assessore Giancarlo Vicini nonché il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente.

«Quella di Massimo Cialente – dice a tal proposito il segretario – che è già un buon sindaco, alle prossime elezioni europee sarebbe una buona candidatura, noi lo ospiteremmo con grande onore». Nei giorni scorsi il primo cittadino del capoluogo, infatti, è stato citato come papabile a una candidatura nel collegio meridionale, ma non necessariamente nel suo schieramento attuale, il Partito Democratico: tra le ipotesi quella di Sinistra ecologia libertà, ora dai socialisti arriva un’apertura ufficiale.

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