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Chiude l’Hotel Cristallo: austerity or laziness?

di Antonella Calcagni

Continua a vivere di contraddizioni il turismo sul Gran Sasso. Mentre per gli albergatori c’è stato il vero miracolo di Natale, con un tutto esaurito per Natale e Capodanno, per la prima volta dopo tanti anni, si registra invece la chiusura avvenuta nel silenzio dell’Hotel Cristallo, di Fonte Cerreto, che si affaccia sulla stazione della funivia del Gran Sasso.

Il gestore, la stessa società del Ristorante “Il Baco da Seta”, ha riconsegnato le chiavi al Comune subito dopo l’Immacolata; da allora l’albergo è desolatamente chiuso. Secondo quanto si è appreso, il gestore sembra aver deposto le armi in dissenso con l’amministrazione, dopo aver chiesto a più riprese, senza ottenere risposte, che il comune dell’Aquila provvedesse a riparare una infiltrazione importante sul tetto della struttura ricettiva.

Il contratto di affitto aveva una durata ultradecennale, la società era subentrata nella gestione nel 2006. Gli altri albergatori del Gran Sasso sono, invece, soddisfatti per gli arrivi che quest’anno superano quelli degli alberghi di Roccaraso, ma continuano a puntare il dito contro l’amministrazione comunale. Parla per tutti Ada Fiordigligli, con il dente avvelenato dopo che il Comune dell’Aquila ha rifiutato di finanziare il piano[i] marketing[/i] presentato dagli operatori (da diecimila euro) che avrebbe consentito per una volta «di evitare di riaprire la stazione nel più assoluto anonimato».

«La cosa più assurda è che il Comune (Ctgs) non spende neanche per la ristampa delle cartine degli impianti. Risultato: un turista non sa neanche quali siano le piste del Gran Sasso». Dito puntato anche per l’[i]austerity[/i] dell’amministrazione in termini di addobbi natalizi. «A Fonte Cerreto non c’è neanche un albero di Natale, né una luminaria. Abbiamo dovuto fare come al solito tutto da soli».

Se all’interno delle strutture ricettive i turisti vengono coccolati, appena fuori dalla porta, c’è il deserto, neanche l’ombra di una pista di pattinaggio o altri luoghi dove divertirsi. Nonostante tutto il miracolo di Natale arriva sino ad alta quota. Anche il gestore dell’Albergo Campo Imperatore, Paolo Pecilli, non ha da lamentarsi, le prenotazioni sono al completo fino a Capodanno. Per tutti sul Gran Sasso, veglioni a costi contenuti fra i 70 e i 90 euro e pacchetti di fine anno a costi davvero stracciati.

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