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. . . and happy new stress

di Raffaella De Nicola

Allora, il mio stato mentale, di aquilana media sotto le feste, è:

a- Ho innaffiato l’albero di Natale, c’ho messo pure il sangue di bue pe’ tenerlo un po’ su. Solo che è finto e me ne so’ ricordata dopo.

b- Ho sdirrinato la porta di casa [i]ma come è che non se apre ‘sta porta benedetta, ma chi caspita l’ha cambiata?[/i] E stavo a girà girà con le chiavi della macchina

c – Mi so’ lavata i capelli col balsamo e me ne sono accorta solo quando ho visto Maga Magò allo specchio

Piccolo passo indietro:

Prima di Natale mia cognata fa: allora il 24 noi, la tua famiglia e la mia stiamo da te. Il 25 la tua famiglia, la mia e noi stiamo a casa tua; il 26 la mia famiglia, la tua e noi torniamo da te (tot. 15 unità a bbotta)

Ora, siccome ci sta ‘sto bel programmino dei parenti serpenti invadenti, prenoto lu’ pesce pescarese. La Signora davanti a me, [i]non ce la pozzo fa’, proprio non ce la pozzo fa, [/i] ammorba tutti e io ci dò sotto parecchio per convincere il macellaio, [i]carenza di personale[/i] dice [i]ci sto io alla pescheria oggi [/i], che la coratella d’agnello non la posso mette alla zuppa.

Piegata, e sono appena le 10.00, vado per un cellulare dell’intontita piccola (figlia n. 2) da un negoziante che ‘sta stranito forte. Sapesse quanto me so’ stranita io quando m’hanno detto che devo pulì io lu’ pesce, pagato pure a lingotti d’oro, e lo devo pure [i]coce, proprio non ce la pozzo fa [/i]. Lui, che ji sto antipatica è evidente, fa a quella accanto a me[i] legga qui signora che sicuramente ci vede mejo di quessa esso. [/i] Il disquisire è su un codice invisibile, che nessun potere umano potrebbe vedere. Guardo la gagliarda signora, ovviamente un’innocente nonnina, più giovane di me secondo il negoziante [i]Ah te piaciono i colpi bassi eh e allora tie’ [/i]e gli sciorino il codice numerico in un nano secondo [i]Lentino oggi eh, osteoporosi alla manuccia? glielo ripeto anche con il linguaggio dei segni se vuole [/i]– faccio schiattosa in un fulgido esempio di spirito natalizio.

Ringalluzzita nella mia autostima apro la lista dei regali, ma mi devo sedere, sbarello un pochino, mancano gli ossi duri, quelli con il punto interrogativo che te guarda, te minaccia e ti vuole sbranare, ma il solo pensiero di andare verso la Bazzano-Salerno-Reggio Calabria mi deprime fortemente perché la fila arriva sotto a Gignano. Alla ssacrese, penna in mano destra, foglio mano sinistra, occhiali in bocca, colon che ti vuole denunciare, arsura che sale [i]che fa nu’ caldo dentro st’aquilone co’ ‘sto piumino, [/i] DRIN DRIN suona il cellulare AUGURI E SERENE FESTE. SERENE feste? Ma a chi? E poi chi sei? Come ti chiami? Se rispondo [i]chi sci tu? [/i] è offensivo, se dico grazie baci ed è il dirigente superioriorissimo chissà che se crede, se rispondo più freddamente ed è ‘n’amica, ci rimane male e allora me sto a innervosi’.

Intanto la Pazza (figlia n.1) che doveva già sta qua, non c’è, e allora Santa Agnese me l’insegna, ji mando ‘na serie di SMS [i] sci la solita, a do’ va non reve’, té ‘na coccia vota come ‘na zucca, [/i]il cellulare chiede: sei sicura di volere inviare? [i]Scinee, soo’ sicuraa, [/i] e lo agito pure – invio – sms inviato – OTTIO, NOO l’ho mandato alla capa e mo’? Ma questa proprio prima di figliema doveva sta alla rubrica? Spengo il cellulare, Viola per la vergogna, rimuovo volutamente la mostruosa gaffe e vado avanti, beh’ per modo di dire, in realtà le gambe strusciano, non eseguono più gli ordini, forza un po’, belle, JAMOO, però aspetta proprio non mi sento, ma forse me sto’ a ammala’?, magari sto colpo di fortuna sotto Natale! E infatti m’ammalo ma sulla scia di Master Chef, in cerca di riconoscimenti, il pesce hualà Cotto e Mangiato così la Parodi non mi si ingelosisce.

Ora manca solo il Capodanno e con il filino di forze rimaste cerco disperatamente una controfigura. Compito difficilino soprattutto per la questione a, b e c.

E poi ci sta la pancetta, no di Peppone, quella impietosa della bilancia, e la divisione del territorio: i brufoli dei fratelli Nurzia a destra, le Sorelle a sinistra, in fronte Properzi e pe’ non fa torto a nessuno Aveja in mezzo.

Siccome sto un po’ giù mi voglio consolare con le previsioni 2014. L’oroscopo è meglio bruciarlo, me dice bene, me dice sempre bene a senti’ quelli. Ma quali stelle studiano quissi esso?

Allora mi consolo con il trend economico: PEGGIO tasseranno Peppa Pig, i rasoi e la carta igienica. Poi, sfigati come siamo, facciamo le Top Ten di Aquilopoli, che so’ le stesse, ormai, da ‘na cifra di anni: i primi 10 posti sono la non ricostruzio’ in tutte le varianti (risate prefetto Iurino, quell’altro che si sbellicava entro ju letto, le infiltrazioni mafiose, NEW ENTRY ju concorsone vinto da chi poi se ne vole andà, le iscrizioni ai registri degli indagati, i guai con i condomini, ju progettista, ju capo condomino, ju comune, gli operai, la roba che te sse fregano, l’amianto che vola pe’ l’aria, i soldi che non te danno, la ricostruzione non partita, non parte e non partirà).

Io, l’unico miracolo che ho visto negli ultimi tempi, so’ proprio gli aquilani che ancora resistono e ancora non si drogano.

Però mi devo distrarre, se no mi accascio troppo, devo per forza trovare qualcosa di buono e porca paletta, ma ce l’ho sotto il naso! Posso richiedere finalmente il regalo con i punti accumulati. Ce ne vogliono 870 per l’accappatoio, che Giovanni vende in piazza a 20 €, e che qui “è tuo con 870 punti” cioè 4350,00 € poi c’è il cuscino con 2940 cioè 14.700,00 € e l’orribile orologio a cucù a 1480 punti, 7400,00 €.

A me me sembrano tutti pazzi.

Sono sicura, co’ ‘sti chiari di luna, che anche quest’anno [i]era mejo quando se stea peggio. [/i] Perciò, sai che ti dico? Merry Christmas and happy new stress.

[i]Ogni riferimento a fatti o persone (non) è puramente casuale[/i]

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