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Quer pasticciaccio brutto del Bilancio 2014

L’approvazione del Bilancio Abruzzo è lungi dall’arrivare ad un punto d’arrivo (e d’accordo). Ragioni contro ragioni, mancanze contro mancanze, obiettivi contro obiettivi. Arriva ‘brusco’ il commento del Consigliere regionale Caramanico (Sel) che parla dell’operazione come d’un pasticcio abitudinario, quando si tratta di chiudere ‘i conti’.

«Chiodi e la sua giunta – afferma – chiudono l’anno con il solito pasticcio, un disavanzo di 450 milioni, che pone serie ipoteche anche sulla programmazione futura e disegna scenari drammatici per l’economia di questa regione. Il Bilancio approdato in aula rispecchia l’assenza di una seria programmazione: in 5 anni il governo regionale non è riuscito ad approvare la Legge urbanistica, la Legge sull’edilizia, il Piano paesistico, il Piano cave, il Piano di tutela delle acque. La sanità continua ad essere commissariata e gli sbandierati pareggi sono solo il frutto di tagli ragionieristici a scapito della qualità dei servizi. Sulle infrastrutture, a cominciare dal porto di Ortona, nessun provvedimento significativo. Stessa cosa dicasi per le politiche del lavoro, i parchi, i temi ambientali. Non si è presa alcuna iniziativa utile a razionalizzare le spese, circa 2 milioni e mezzo di euro, relative agli affitti per gli uffici regionali. Il nostro obiettivo è stato solo uno: preoccuparci di aumentare le entrate, per cui rivendichiamo con orgoglio che l’unica voce in entrata nella Finanziaria 2014 è quella relativa ai proventi derivanti dall’aumento dei canoni idrici. Una battaglia che ha permesso alle casse della Regione di incamerare 7 milioni di euro. Abbiamo scelto di non partecipare alla battaglia ostruzionistica, decidendo di presentare emendamenti costruttivi: l’aumento dal 10 al 30% della quota regionale dell’imposta sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo; la proposta di istituire una commissione per attivare misure di contrasto all’evasione e all’elusione dei tributi regionali e locali in materia contributiva; la rettifica le somme iscritte nella parte delle entrate del Bilancio relative al demanio idrico, per un aumento di circa 850.000 euro; infine, un contributo per il funzionamento della Mostra dell’artigianato artistico abruzzese, una delle realtà più importanti della nostra regione, riconosciuta a livello nazionale. Chiudiamo il nostro personale bilancio 2013 – conclude Caramanico – con la certezza di aver sempre agito con senso di responsabilità per assicurare nuove risorse alla Regione, facendo pagare chi usa i beni comuni delle nostre comunità e non certo mettendo le mani nelle tasche dei cittadini».

Dello stesso avviso sembra essere il capogruppo di Prc Maurizio Acerbo, che, sui lavori del consiglio regionale nella sessione dedicata al bilancio e della finanziaria 2014 sui quali si è finora fatta solo la discussione generale, usa il tono ‘drastico’. Questo a un giorno della scadenza dei termini per l’approvazione, pena l’esercizio provvisorio.

«Al fine di evitare fraintendimenti – dice – vorrei chiarire che alle 18,04 del quarto giorno di Consiglio, l’opposizione non ha ancora fatto nemmeno un minuto di ostruzionismo in aula. Il centrodestra si fa opposizione da solo con continui rinvii della seduta».

Acerbo sottolinea che «Rifondazione ancora una volta ha ragione. Avevamo definito grave la situazione del Bilancio regionale ed i fatti ce lo stanno confermando. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo regionale di mettersi in regola con l’approvazione dei Consuntivi (2011 e 2012) i quali, dando certificazione ai residui attivi e passivi, potranno rendere certa la situazione contabile del Bilancio regionale».

Secondo Acerbo, «la Regione Abruzzo, o meglio il Bilancio regionale, registrava, al 2010 (ultimo rendiconto approvato), una situazione di deficit strutturale accertato di 433 milioni di euro. In questi giorni ci è stato trasmesso il Rendiconto 2011 che certifica un nuovo disavanzo di 484 milioni di euro, cioè ben 51 milioni in più del 2010. Nel DPEFR 2014-2016 il Disavanzo 2011 è riportato di 480 milioni di euro (quattro milioni in meno di un dato accertato) e quello del 2012 è stimato in 453 milioni di euro (dunque è cresciuto di 63 milioni rispetto al precedente documento)».

Acerbo chiede un confronto serio per mettere a posto i conti, approvando come chiede la corte dei conti prima del bilancio i due consuntivi 2012 e 2013 a gennaio e varando ora l’esercizio provvisorio. «Ora è inutile, anzi dannoso, perdersi in dispute infantili. I conti della Regione non tornano, nonostante si sia proceduto ad una devastazione della Sanità abruzzese ed a caricare i cittadini di sacrifici inutili. Su questi temi bisognerebbe avviare un confronto serio e costruttivo, come da tempo va ripetendo Rifondazione Comunista, perché la situazione è grave e non bisogna nasconderla come la polvere sotto il tappeto del salotto. Per questo riteniamo che, vista la situazione di prorogatio in cui è entrata l’Amministrazione regionale, si possano destinare questi mesi a cercare le giuste vie per la quadratura dei conti della Regione, le quali non possono prescindere dall’approvazione dei Consuntivi entro i termini stabiliti dalla legge. In questo siamo anche confortati dalle ripetute pronunce della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti».

L’esponente di rifondazione comunista ricorda che centrodestra e Pd hanno inserito «nella Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio e che questo si applica anche alle Regioni. Se ci aggiungiamo che i governi Berlusconi, Monti, Letta hanno tagliato gran parte dei trasferimenti e che con il fiscal compact è difficile prevedere un’inversione di tendenza c’è poco da scherzare con le solite schermaglie della seconda repubblica».

«Di fronte a un bilancio falso, e una procedura di approvazione violentata nelle regole, che ha impedito ai Consiglieri regionali di presentare proposte ed emendamenti, il PD ha scelto di non partecipare alla farsa e si rivolgerà a tutte le autorità per verificare la legittimità del bilancio e del comportamento della maggioranza». Lo ha dichiarato il Capogruppo del PD Camillo D’Alessandro, a margine della discussione.

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