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«L’Aquila non è un palcoscenico: serve continuità»

«Nel trasferimento di Fabrizio Magani c’è la grossa responsabilità del Governo, ma forse anche la volontà di Magani. E’ vero che il Governo dimostra di non ritenere la ricostruzione dell’Aquila una priorità, nonostante la visione troppo ottimistica del direttore dell’Ufficio Speciale, ma ci sono tanti soggetti politici, dirigenti della pubblica amministrazione e professionisti, che stanno utilizzando il palcoscenico dell’Aquila per fare carriera, o come trampolino di lancio per incarichi più importanti». Così, in una nota, l’assessore alle Finanze Lelio De Santis commenta l’imminente trasferimento del direttore allo ‘scenario’ bisognoso di Pompei.

«Lo stesso direttore regionale della Sovrintendenza ai beni culturali – aggiunge – viene destinato alla vice direzione del progetto Pompei per decisione incomprensibile e grave del ministro Bray ma, probabilmente, anche con il suo consenso. Siccome nelle Pubbliche Amministrazioni non si impone mai nulla a nessuno, Fabrizio Magani potrebbe rifiutare il nuovo incarico e rimanere a L’Aquila, per completare il lavoro importante avviato nella gestione del recupero dei beni culturali della città.

Se così facesse non si bloccherebbero i progetti di ricostruzione in corso di monumenti ed opere pubbliche e, nello stesso tempo, si darebbe un segnale di sensibilità e attaccamento ad una città che ha bisogno delle migliori energie professionali per rinascere».

«D’altra parte – continua – oggi, governare L’Aquila richiede, più di altre città, stabilità e certezza dei vertici amministrativi e gestionali, per assicurare continuità alla ricostruzione che, purtroppo, dispone per il 2014 poche risorse, visto anche che provvedimenti legislativi di fine anno hanno riservato agli aquilani solo cenere e carbone».

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