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Intramoenia, trovata soluzione per L’Aquila

Individuata la soluzione per le visite private a pagamento in strutture pubbliche, la cosiddetta attività intramoenia, da parte di medici della Asl dell’Aquila, che secondo la legge Balduzzi, entro il 31 dicembre prossimo, non avrebbero potuto più esercitare la professione negli studi privati, dovendo tornare negli ospedali con il rischio di caos logistici e sanitari per l’insufficienza di spazi e macchinari.

La Regione Abruzzo concederà una proroga all’uso degli studi privati attraverso «un’alternativa sperimentale» alla normativa nazionale, caratterizzata dal fatto che i medici potranno continuare a visitare nei loro spazi con le prenotazioni che dovranno passare tutte per il centro unico prenotazioni dell’azienda (Cup).

Il regime “intramoenia” prevede prestazioni effettuate privatamente e a pagamento dai medici in ospedali, presìdi territoriali e spesso allargata agli studi privati per via della carenza di strutture, con una quota del compenso che finisce nelle casse della Asl di competenza. Erano stati i segretari provinciali dell’Aquila dei sindacati dei medici Anaao e Fesmed, rispettivamente Alessandro Grimaldi e Claudio Zoccoli, a lanciare l’allarme in tutta la regione, anche se lo specifico riferimento era alla Asl provinciale dell’Aquila.

«Tutto avverrà sotto l’assetto organizzativo della Asl, che avrà contezza del numero di visite effettuate e del pagamento delle parcelle – afferma il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri – Ho parlato con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ed è d’accordo con questa procedura sperimentale prevista, tra l’altro, dalla legge stessa. Abbiamo richiesto l’autorizzazione all’ente e speriamo di ottenerla entro la fine di dicembre».

Con l’utilizzo del Cup informatizzato, inoltre, tutte le prestazioni saranno registrate e le relative fatture dovranno essere effettivamente emesse, con enormi benefici economici per l’erario e per i conti aziendali. Le visite effettuate dai medici “intramoenia”, infatti, prevedono che una quota del compenso dei professionisti finisca direttamente nelle casse della Asl di competenza: alla sola azienda provinciale dell’Aquila, per esempio, permettono di fatturare quasi 4 milioni di euro all’anno con un saldo attivo di 700 mila euro circa. A livello nazionale, inoltre, secondo studi effettuati nel 2010 dal ministero dell’Economia, il volume d’affari fatturato dai medici che svolgono l’attività intramuraria è pari a oltre 1,1 miliardi, con un aumento costante negli anni.

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