IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Bilancio Abruzzo, continua il braccio di ferro

Ancora una fumata nera per l’esame nel merito di bilancio e finanziaria regionale 2014 da parte delle commissioni riunite in sessione congiunta.

Questa mattina i commissari hanno audito di nuovo i sindacati che, come ha spiegato il presidente della commissione Bilancio Emilio Nasuti, hanno chiesto di essere ascoltati di nuovo. Sono intervenuti i segretari regionali della Cgil (Gianni Di Cesare) e della Cisl (Maurizio Spina). I lavori delle commissioni nel merito dovrebbero cominciare nel pomeriggio, ma non sono escluse altre sorprese alla luce del clima di confusione e incertezza che si sta respirando.

A questo punto, si annuncia un vero e proprio braccio di ferro tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni, che hanno presentato circa 1500 emendamenti in commissione per denunciare la contrarietà sulle due bozze presentate dal centrodestra. I primi puntano ad approvare con una maratona bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre, i secondi puntano a costringere il centrodestra all’esercizio provvisorio, cioé amministrare nei primi mesi del 2014 spendendo un dodicesimo delle poste inserite nello scorso bilancio, nell’ultimo anno di mandato della gestione del presidente Gianni Chiodi.

Intanto, cambiando ancora una volta decisione, Nasuti ha spiegato che i tempi non saranno contingentati, perché «si andrà avanti a oltranza, giorno e notte». «Mi metto a disposizione di chi vuole discutere, in commissione o in Consiglio non fa differenza – ha aggiunto – i nodi vanno affrontati, sperando di chiarire e trovare una intesa sul migliore bilancio possibile nell’ultimo momento di difficoltà, prima che l’anno prossimo si possa tornare programmare lo sviluppo in virtù del successo della nostra azione di risanamento».

I COMMENTI

ACERBO: «FINANZIARIA NON CONCERTATA» – Per il consigliere regionale Maurizio Acerbo è «vergognoso che finanziaria e bilancio non siano stati sottoposti alla concertazione come prevede lo Statuto». Per l’esponente Prc questo è un «elemento emerso chiaramente nell’audizione di oggi dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil in commissione». «E’ ancor più grave – ha aggiunto – che la giunta abbia consegnato ai consiglieri i documenti il 23 dicembre, non consentendo sostanzialmente quel dibattito e quegli approfondimenti necessari». «Come se non bastasse – ha rilevato Acerbo – la maggioranza propone con un emendamento di intervenire sulla vicenda della Ria, con la proposta di un’interpretazione autentica che interviene sul contenzioso in corso. Ho chiesto che siano ascoltati i sindacati anche perché stamattina durante la loro audizione nessuno della maggioranza ha fatto cenno all’emendamento». A questo si aggiunge il fatto che «alcuni consiglieri di maggioranza – ha sottolineato Acerbo – hanno presentato un emendamento che cancella la norma che vieta il cumulo dell’indennità da incarichi regionali con vitalizio da ex-consigliere regionale».

MASCI:«SITUAZIONE CRITICA, MA SI MIGLIORA» – «Credo fortemente nel senso di responsabilità di tutti, anche dell’opposizione, non vedo un motivo per cui non si debba chiudere il bilancio entro il 31 dicembre». Questo il commento dell’assessore al Bilancio della Regione Carlo Masci. Per Masci «chiuderemo il bilancio 2014 senza ricorso a risorse straordinarie, questo cioè nell’anno più difficile. Significa che si va verso un risanamento strutturale. La situazione rimane pur sempre critica, ma nel momento peggiore della crisi almeno noi proviamo a rimetterci in riga».

Lo scorso 16 dicembre, intanto, la Giunta ha licenziato un documento, reso pubblico dal consigliere regionale Acerbo, nel quale è scritto che «nonostante il percorso di risanamento», «permangono le criticità finanziarie rilevate anche nel 2013 e non si è ancora raggiunto l’equilibrio del bilancio, compromesso, in particolare dalle rilevanti obbligazioni incomprimibili determinate da leggi di spesa pluriennali, dall’indebitamento diretto della Regione, dalla spesa corrente e ricorrente ancora elevata, dal deficit del servizio sanitario degli anni pregressi e dai contenziosi». A questo proposito Masci, che quel documento ha sottoscritto, spiega che «sono 6 anni che il bilancio abruzzese presenta criticità e che il ricorso alla leva fiscale aggiuntiva regionale nel 2014 sarà utilizzata in bilancio in attesa di vedere i conti durante l’anno, magari per chiedere la restituzione ai cittadini come fatto per il 2012. Ma con queste nostre manovre già nel 2015 saranno disponibili 30 milioni da mutui e nel 2016 si salirà a + 60 milioni».

COSTANTINI: «BILANCIO BASATO SU PRESUPPOSTI INESISTENTI» – «Bilancio sostanzialmente falso, perché basato su presupposti inesistenti», secondo le opposizioni, quello che il Consiglio regionale si appresta ad approvare. La denuncia giunge dal consigliere regionale del Mov139 Carlo Costantini, ma anche dal capogruppo Pd Camillo D’Alessandro.

Costantini denuncia che «le inadempienze accertate dalla sezione regionale di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti, quali il mancato invio dei rendiconti consuntivi, fermi all’anno 2010, e del bilancio di previsione 2013, approvato lo scorso anno, non hanno consentito alla stessa Corte di verificare il rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, la sostenibilità dell’indebitamento e l’assenza di irregolarità capaci di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari, compresi i rendiconti delle società controllate dalla Regione, così come hanno messo la Corte nell’impossibilità di procedere alla ‘parificazione’ del rendiconto regionale».

D’Alessandro, afferma che «sul totale di entrate di oltre 4 miliardi, più di un miliardo deriva dal presunto avanzo di amministrazione dell’anno precedente e proprio qui si consuma il falso, cioè il pareggio viene raggiunto con un miliardo di avanzo che giuridicamente non esiste, semplicemente perché non è stato approvato né il rendiconto del 2011, né il rendiconto del 2012, dai quali doveva derivare un avanzo. A dirlo non sono io, ma la Corte dei Conti e i revisori, che tra l’altro segnalano che il risanamento non è concluso». «La grande mistificazione di questi cinque anni – conclude – oggi trova la conclusione in un bilancio falso che rinvierà tra qualche mese nuovi buchi e nuove tasse, questa è l’eredità di fine mandato di Chiodi».

PAOLINI: «BILANCIO CON I PIEDI D’ARGILLA»

Per il capogruppo Idv in Consiglio regionale Lucrezio Paolini «la maggioranza di centrodestra è occupata a spartirsi le briciole di un bilancio privo dei necessari requisiti, con i ‘piedi d’argilla’» e che sia così «lo certifica la stessa Corte dei Conti – dice l’esponente Idv – con la delibera numero 657/2013/FRG, depositata appena qualche giorno fa». «La Giunta – aggiunge – impegnata a raschiare il fondo del barile, omette di dire la verità agli abruzzesi e cioè che su questo bilancio grava il peso di inadempienze oggi certificate dalla Corte. Ai sensi del decreto legge numero 174/2012, articolo 1, commi 3, 4 e 5, la Giunta regionale avrebbe dovuto trasmettere una serie di atti alla Corte dei Conti. Non l’ha fatto, colpevolmente e senza scuse». «Sono inadempienze – conclude Paolini – che espongono l’Abruzzo a tutta una serie di successivi provvedimenti e che rendono il bilancio, attualmente in discussione, assolutamente velleitario e basato su presupposti ‘giuridicamente inesistenti’. Ma a Chiodi interessa soltanto arrivare a fine mandato senza fare ricorso all’esercizio provvisorio».

X