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Un teatro da sgranocchiare: originalità aquilana

Le cose nascono quasi per gioco e poi si trasformano in qualcos’altro. Sta accadendo a quattro artisti aquilani che un mese fa hanno messo in scena cinque racconti scritti da uno di loro, con uno spettacolo proposto in forma privata in una casa. Da gennaio inizia un vero tour.

{{*ExtraImg_179316_ArtImgRight_300x192_}}I cinque inediti scritti da Andrea De Petris, dalle atmosfere gotiche e un po’ noir, hanno trovato una sintesi nello spettacolo “Incubi e succubi” messo in scena da Valeria Bafile, Marco Farinosi e Sebastiano Santucci trasformando un normalissimo salotto di una casa in un ambiente teatrale per 15-20 persone.

Dopo tre serate a L’Aquila, lo spettacolo, con musica ed effettistica sonora eseguita con la chitarra dallo stesso De Petris, è andato in scena nei giorni scorsi presso il Circolo Virtuoso “Il nome della rosa” a Giulianova. È stato un successo. L’idea dell’evento ‘in casa’ ma confezionato con professionismo e con l’obiettivo di far conoscere nuovi testi, racconti, musiche e forme d’arte si inserisce in una corrente che si sta sviluppando molto, un po’ come risposta alla crisi e un po’ come mancanza di possibilità di accedere senza costi a spazi culturali ufficiali.

La voce si è sparsa presto e già tanti aquilani hanno chiesto di poter avere questo spettacolo in forma privata in casa e soprattutto di condividere l’idea di creare una rete.

Per questo è già attiva la mail eventincasaq@gmail.com

Da gennaio saranno molte le case di privati che verranno di volta in volta trasformate in spazi teatrali, o comunque da vivere in modo originale. Nel frattempo i quattro attori sono stati invitati in case e associazioni a Roma, Firenze e Milano: «Ci piace aver iniziato qualcosa di nuovo e forse mai fatto prima nella nostra città in questo modo, qualcosa che è già diffuso in grandi città italiane ed europee, che a L’Aquila e nel suo territorio acquista un valore aggiunto particolare, legato al sisma e all’importanza dell’oggetto casa da vivere e condividere».

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