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Il patrimonio Ater vicino alla ricostruzione

di Antonella Calcagni

Al via, dopo quasi 5 anni dal sisma, il primo bando per la riparazione delle prime 22 case Ater classificate E. Mancano tuttavia all’appello ben 116 milioni di euro, fondi con i quali sarà possibile completare la ristrutturazione del patrimonio Ater, con i rimanenti 800 alloggi, circa. Quasi completatati invece gli interventi sulle abitazioni che hanno riportato danni leggeri (A, B, C).

A disposizione ci sono 2,3 milioni di euro per tre fabbricati nella frazione di Gignano, il cui appalto scadrà il prossimo 5 febbraio. Sono 22 alloggi a canone sociale che saranno seguiti da altri 80 in zona Ovest con i rispettivi 4 bandi per il complesso il Moro a canone concordato.

Una svolta che arriva tardi, motivata dall’amministratore unico dell’Ater, Francesca Aloisi, in carica da 6 mesi, dall’arrivo tardivo delle risorse, 4 anni dopo il sisma. Consolante tuttavia il fatto che siano già pronti i progetti esecutivi per tutti i 900 alloggi.

L’Ater ha inaugurato ieri anche la nuova sede “incastonata” nella desolazione del complesso il Moro e dopo 4 lunghi anni di lavori nei container. I lavori per i 22 alloggi dureranno poco più di 18 mesi. Aloisi ha fatto anche il punto sul lavoro dell’Ater: in prima linea la lotta contro l’abusivsmo che si attesta al 3% con “quartier generale” nella Marsica.

Sempre più difficile invece la lotta alla morosità al 25% circa grazie all’aiuto di una ditta esterna specializzata in recupero crediti. L’assessore regionale Angelo Di Paolo ha focalizzato il ginepraio di norme che ha contribuito ai ritardi nella pubblicazione del primo bando annunciando che una parte dei fondi del contratto di programma saranno indirizzati all’Ater dell’Aquila. Per il presidente Chiodi l’Ater unica può attendere: «Non sarebbe saggio – ha detto – sommare in un unico debito quelli delle singole Aziende in questo momento. Esprimo soddisfazione – ha aggiunto Chiodi vedendo il bicchiere mezzo pieno – perché dopo soli 4 anni si può avviare un’opere imponente».

Non è mancata la frecciatina contro coloro che hanno alimentato «aneliti miracolistici negli aquilani che hanno fatto molto rimboccandosi le maniche. Spiace invece che per colpa di qualcuno il Paese ci veda per quello che non siamo».

Poi il messaggio in clima natalizio. «Basta con le beghe locali» ha ammonito. Non poteva mancare il cenno al problema dei condomini di via dei Verzieri ospitati nel progetto case. Per Chiodi e L’Ater, non c’è dubbio: deve essere il comune ad occuparsi di loro. Per il presidente Chiodi, infine, la ricostruzione delle case popolari non sarà un tema di campagna elettorale. Gli inquilini votano? «Sì ma in questi 5 anni non ho mai fatto scelte solo per il consenso».

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