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Nuova vita ai Cunicoli di Claudio

Una nuova sinergia muove la Marsica intorno ai Cunicoli di Claudio. Il Gal Gran Sasso Velino, il consorzio di bonifica e il professor Ezio Burri, coadiuvato dal collegio degli speleologi abruzzesi, vogliono sviluppare un progetto di promozione turistica di nicchia intorno a questa zona poco conosciuta della provincia di L’Aquila organizzando dei pacchetti turistici intorno ai Cunicoli di Claudio e alla Galleria Torlonia.

In pochi sanno che sotto il monte Salviano i romani 2000 anni fa hanno scavato dei cunicoli per creare una Galleria sotterranea che va dal Borgo Incile a Capistrello, dove far convogliare le acque del Fucino nel fiume Liri.

I cunicoli marsicani sono l’opera romana più maestosa dopo l’Istmo di Corinto. «I romani ebbero l’idea grandiosa di regimare il lago Fucino e diversi furono i loro tentativi», spiega Francesco Sciarretta, presidente del Consorzio di Bonifica che gestisce i cunicoli, appassionato della storia romana della Marsica e seguace dello storico Ezio Burri che oggi ci ha fatto da cicerone nella visita al cunicolo imperiale e al cunicolo maggiore raggiungendo la Galleria Torlonia.

Il lago Fucino presentava diverse problematiche legate alla difficile gestione della sua portata idrica; esso era alimentato, infatti, da tutte le acque convogliate dai monti circostanti e dal suo unico immissario il fiume Giovenco mentre non aveva un emissario da alimentare e su cui riversare la potenza delle sue acque.

La necessità di gestire la piena del lago del Fucino rappresentava per i romani il tentativo di salvaguardare i paesi dalle esondazioni, rendere stabilmente coltivabili le terre emerse e, contestualmente, aumentare la portata del Liri rendendolo più navigabile.

Nel 52 d.C. l’imperatore Claudio portava a termine, oltre che il prolungamento della via Valeria dal Fucino fino ad Ostia Atemi (la Claudia Valeria), il suo Emissario che avrebbe regolato gli incostanti livelli lacustri con un limitato prosciugamento del Fucino.

«I Marsi fecero istanza allo stesso Giulio Cesare – prosegue Sciarretta – che però non fece in tempo a completare l’opera così nel 46 d.c. Claudio riprese il progetto di Cesare e lo realizzò con un finanziamento pubblico affidato ad una importante azienda di Roma».

«Furono utilizzati 30.000 lavoratori tra schiavi ed operai – racconta il professor Ezio Burri – e la realizzazione dei Cunicoli si protrasse per 11 anni di incessanti lavori, notte e giorno senza sosta,con numerose squadre dislocate nei vari tratti del tragitto. Venivano realizzati cunicoli collaterali preparatori che poi venivano connessi tra loro: il risultato – conclude il prof. Burri – fu un canale di quasi 6 chilometri che attraversava il Monte Salviano da Borgo Incile a Capistrello per drenare il Lago Fucino nel Fiume Liri».

E’ così che una delegazione degli enti promotori di questo originale ed interessante progetto di valorizzazione di incoming turistico locale ha simulato, quindi un visita, come turisti per un giorno, partendo dal Parco Torlonia per arrivare poi all’interno dei due cunicoli principali, il cunicolo Maggiore e il cunicolo Imperiale.

«Valorizzare i Cunicoli non richiederà grandi opere e grandi risorse – ha spiegato Augusto Cicchinelli, responsabile della cooperazione del Gal Gran Sasso Velino – in quanto le opere sono perfettamente conservati. Solo la promozione con un’accurata ed importante operazione di marketing potrà promuovere e diffondere il valore e la magia di un sito archeologico e speleologico esclusivo come questo».

«Il Gal – interviene Gianfelice Angelone consigliere del CdA del Gal – si sta concentrando sulla promozione di percorsi turistici rivolti a nicchie specifiche di potenziali fruitori nel settore della speleologia, del trekking, del trekking a cavallo, in modo da intercettare ed attrarre segmenti specifici di turisti con offerte diversificate ricomprendendo ovviamente i numerosi tesori della Marsica ma anche, collateralmente, la valorizzazione della nostra tradizione culinaria e dei nostri prodotti tipici eno-gastronomici e dell’artigianato».

«I percorsi offerti ai turisti – ha dichiarato Manuela Cozzi, Direttore Tecnico del Gal Gran Sasso Velino – saranno diversificati su più livelli, da quello più semplice e basilare a quello più articolato e complesso dell’attraversamento della galleria emissario Torlonia fino a Capistrello, a piedi o in barca. Tutto ciò con un’azione propedeutica di formazione di guide turistiche speleologiche per i Cunicoli con un apposito corso, finanziato dal Gal, da realizzarsi all’inizio della Primavera 2014».

«Nei prossimi giorni – ha dichiarato Bruno Petrei Presidente del Gal – chiederemo a tutti gli enti pubblici e privati, potenzialmente coinvolti, di collaborare a sviluppare questa meravigliosa iniziativa ora in fase embrionale. Organizzeremo i percorsi turistici in sinergia e complementarietà con gli altri enti ed gli esperti locali coinvolti».

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