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L’ «efficientissimo» ufficio del Tar per la ricostruzione

«Un nuovo e questa volta efficiente ufficio per la ricostruzione è stato aperto a L’Aquila presso il Tar Abruzzo. Si occupa sia delle pratiche della Città di L’Aquila sia di quelle del resto del cratere. Un efficientissimo ufficio che in poco più di un anno ha già sbrigato un ingente quantitativo di pratiche garantendo istruttorie in tempi rapidi e certi». Così comincia il commento divulgato da Walter Salvatore, ex consigliere «epurato dal compagno» Barca.

«Un ufficio – si legge ancora – i cui servizi hanno un costo:

– un costo diretto per il cliente (che in seguito viene risarcito) contenuto in poco meno di 1.000,00 euro (50% al TAR, 50% all’avvocato che istruisce la pratica),

-una serie di costi indiretti (di tutt’altra entità) che vengono invece addebitati al contribuente italiano aggiungendosi agli altri enormi e demenziali sprechi che caratterizzano il funzionamento della Pubblica Amministrazione».

«In pratica l’ufficio del Tar ha stabilito, imponendola con puntuali sentenze ormai diventate la fotocopia della prima, una nuova e più efficace procedura per evadere le pratiche della ricostruzione che dopo 60 giorni ancora non hanno avuto riscontro dagli uffici competenti. Una procedura che, in modo totalmente legale, lo mette letteralmente in quel posto a quei cittadini che invece, nella loro perenne fanciullesca ingenuità e credulità, attendono diligentemente ma invano che gli uffici della ricostruzione, l’USRA e l’USRC, istruiscano la loro pratica».

«L’USRA e l’USRC sono tenuti obbligatoriamente a dare priorità alle pratiche indicate dal Giudice con apposite sentenze e siccome di queste sentenze il nuovo ufficio della ricostruzione del TAR ne sforna ormai a ripetizione risulta molto difficile credere che i due uffici possano trovare il tempo di istruire anche le pratiche dell’utente “normale” con buona pace delle priorità che in questo modo vengono totalmente sovvertite».

«Il nuovo ufficio al Tar Abruzzo detta dunque le priorità e sembra avere il benestare di tutte le autorità apicali dato che nessuno ha in animo di arrestare questo loop giudiziario e questo enorme danno erariale che si determina nell’uso abnorme di un tribunale amministrativo, nelle puntuali condanne dei comuni inadempienti a pagare e risarcire le spese di giudizio e soprattutto ad arrestare un meccanismo che sostanzia una gravissima disparità di trattamento».

«Ad oggi né il Ministro Trigilia, il Prefetto dell’Aquila, gli stessi giudici del TAR – che dopo il decimo identico ricorso avrebbero dovuto suonare le campane d’allarme, gli ermellini della Corte dei Conti, i Sindaci, le forze politiche, gli stessi uffici della ricostruzione (quelli ufficiali), i vari leader della ricostruzione veri o presunti, nessuno di questi signori sembra avere contezza di ciò che accade».

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