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Abruzzo 2014-20: «Una Regione in transizione»

La crescita e lo sviluppo dell’Abruzzo passano ancora una volta attraverso l’Europa. È il messaggio emerso stamane a Pescara nel corso di un convegno sul Fondo sociale europeo, occasione anche per fare il punto sul settennato di programmazione 2007-2013 e quella futura 2014-2020 che vede la Regione Abruzzo per la prima volta nella posizione di Regione in transizione.

All’incontro erano presenti il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l’assessore alle Politiche sociali, Paolo Gatti.

E proprio Gatti ha parlato «di lavoro non scontato in tutti questi anni, dopo che dal 2009 c’è stata una importante inversione di marcia sia per la programmazione sia per l’impegno di spesa sull’Fse che ci hanno permesso di evitare pericolosi e dannosi disimpegni».

Ma il discorso sulle potenzialità offerte dall’Fse in tutti questi anni tocca diversi aspetti. A cominciare dalla qualità dei progetti finanziati: «Progetti di alto livello – aggiunge Gatti – e questo non ce lo diciamo da soli, se è vero che i riconoscimenti sono arrivati dal ministero del Lavoro e dall’Unione europea. Ma quello che è più importante è che negli ultimi quattro anni è cambiato il passo dell’Abruzzo verso i fondi strutturali e in particolare verso il Fondo sociale. Questo ci ha consentito di sostenere il sistema economico e sociale abruzzese aiutandolo nel modo giusto a far fronte alla crisi più forte della storia di questo Paese. Ora, secondo noi, la sfida è proseguire su questo nuovo percorso e non tornare indietro, con una struttura amministrativa ormai abituata a sostenere il ritmo e il passo di questi ultimi anni».

Sulla stessa frequenza d’onda il presidente della Regione, Gianni Chiodi. «Anche nell’utilizzo dei fondi europei – ha detto – questa regione è riuscita superare la filosofia della frammentazione per lasciare spazio a forme di aggregazione che rendono più forte l’economia del territorio. Questo è un passaggio politico rilevante per questo governo regionale, che può essere costato qualcosa in termini di consenso elettorale, ma ha permesso all’Abruzzo di crescere e di uscire dalle logiche clientelari e dei finanziamenti a pioggia».

Per il 2014-20 c’è ora questa nuova dimensione di Regione in transizione. Su questo punto, il presidente ha parlato di situazione difficile «sul fronte della distribuzione delle risorse e delle partite finanziarie, con attuazione di criteri che sembrano penalizzare l’Abruzzo. Su questo aspetto – ha svelato Chiodi – contiamo di avviare con il Governo e il ministro della Coesione territoriale una trattativa per vedere se esistono margini di intervento».

Per il Fondo sociale 2014-20, ha spiegato l’assessore Gatti, «la filosofia rimane la stessa, cercando di coniugare le politiche di contrasto alla crisi con politiche di lungo respiro con la realizzazione di un sistema di competenze specifiche rivolte soprattutto verso i giovani».

Ma questo dipende anche dalle partite finanziarie. «E’ in corso il negoziato, potrebbero esserci anche risorse minori rispetto al passato, il che è naturale visto i tempi e invito fin da ora ad evitare strumentalizzazioni politiche; ma questo – conclude Gatti – non deve esimerci dal continuare a lavorare come abbiamo fatto, molto bene, finora».

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