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Roberto Giacobbo a L’Aquila

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Per gli addetti ai lavori è un “saggista emozionale”, per il grande pubblico il conduttore di Voyager, una delle trasmissioni di maggior successo della Rai. Roberto Giacobbo – vice direttore di Rai 2, conduttore e autore – torna a l’Aquila domani, 20 dicembre, alle 18 per inaugurare la kermesse letteraria “Santi Libri Winter”, nell’auditorium Sericchi della Bper (Strinella 88, via Pescara), confermando il legame di profondo affetto con la città. «Ho conosciuto L’Aquila per avervi girato alcune puntate di Voyager – ha spiegato il conduttore Rai – e ne sono rimasto affascinato. Con le mie trasmissioni ho voluto raccontare la bellezza di questi luoghi e delle persone che vi abitano. È a L’Aquila che cerco rifugio ogni qualvolta il lavoro mi concede una pausa».

E proprio a L’Aquila lei ha dedicato un intero capitolo di uno dei suoi ultimi lavori, che regalerà agli aquilani.

«Venerdì, in occasione del primo appuntamento di “Santi Libri Winter”, dedichero un a parte della serata al libro ”Templari dov’è il tesoro”, edito da Mondadori e Rai Eri. Nel volume dedico un intero capitolo alla città dal titolo, “progetto Aquila”, con passaggi sulla nascita della città, sulla figura di Celestino V, Federico II, la Perdonanza e sulla chiesa di Santa Maria ad Criptas di Fossa».

Alla città ha dedicato anche un lungo speciale Rai a pochi mesi dal sisma.

«Abbiamo dedicato a L’Aquila l’intero speciale di Natale, girato nella zona rossa nell’anno del sisma. Ricordo che il pubblico era formato interamente dal personale della protezione civile e dai vigili del fuoco perchè quella zona era interdetta ai cittadini. Lo speciale è stato davvero emozionante, ha messo in evidenza l’impegno profuso dal personale della protezione civile e dei volontari che hanno dato sostegno alla popolazione».

Intanto in città va avanti il recupero dei beni artistici e culturali, dalle chiese ai musei. A suo avviso come si dovrebbe procedere?

«Si tratta di un lavoro necessariamente lungo perché deve essere fatto con estrema attenzione. All’estero ho assistito più volte al restauro di opere d’arte. In alcuni casi la fretta ha fatto sì che si facessero veri e propri scempi. In Italia abbiamo numerosi difetti ma anche moltissimi pregi: senza dubbio sappiamo restaurare le nostre opere d’arte con grande maestria. Spesso, purtroppo, impieghiamo troppo tempo per farlo. Sarebbe opportuno riuscire a contemperare l’esigenza qualitativa del recupero dell’opera a delle giuste tempistiche».

La kermesse aquilana sarà l’occasione per tornare a parlare del suo ultimo libro: “Conosciamo davvero Gesu”, edito da Mondadori. Perché ha deciso di affrontare un argomento così complesso?

«Nel libro si parla di Gesù non come atto di fede, ma come uomo. In passato ho parlato di personaggi fondamentali nella storia dell’umanità e Gesù è stato un uomo che, più di chiunque altro, ha influito ed influisce quotidianamente sulla vita degli uomini. Per comprendere la grandezza e l’importanza della sua figura, basti pensare che il nostro calendario si basa sulla data della sua presunta nascita. E la data è la stessa in Africa, piuttosto che in Asia, in Oceania, in America o in Europa».

Cosa pensa della figura di Gesù?

«E’ stato un uomo che ai suoi tempi ha sicuramente diviso: c’è chi lo ha amato al punto da considerarlo il Messia e chi lo ha odiato tanto da ucciderlo. È stato un uomo che, in una società maschilista basata sulla forza, volle affermare il principio dell’uguaglianza tra uomini e donne. È stato un innovatore, un personaggio che 2000 anni fa parlava del “porgi l’altra guancia” o dell’opportunità di prediligere la parola allo scontro. Ha precorso i tempi predicando diritti e principi con migliaia di anni di anticipo».

Non si tratta, dunque, di un libro religioso, bensì del risultato di un’indagine laica.

«Il risultato di un’indagine storico-archeologica legata alla fede. Un viaggio di conoscenza all’interno della vita di Gesù molto più reale di quanto si possa immaginare. Il libro vanta, tra l’altro, la supervisione di Gaetano Lettieri, professore di storia del cristianesimo e delle chiese, tra i più illustri conoscitori dei primi 3 secoli dopo la nascita di Cristo».

Proprio in questi giorni sta registrando le nuove puntate di Voyager. Quali novità possono aspettarsi i telespettatori?

Lunedì registrerò la prima puntata della nuova serie di Voyager che andrà in onda il 23 dicembre proprio da Gerusalemme. Ripercorreremo i momenti fondamentali del libro.

Ci dà qualche anticipazione?

Nella puntata del 6 gennaio, Voyager porterà i telespettatori a Ginevra, nella sede del Cern, dove verrà preso in esame il grande acceleratore di particelle. E qui finiscono le anticipazioni, ma iniziano le novità: dopo tanti anni, infatti, tornerà la divulgazione scientifica in diretta sulle reti Rai. Nelle altre puntate, dunque, si potrà interagire con gli ospiti e il pubblico potrà intervenire da casa con dei messaggi in rete.

Infine, a quando il prossimo libro?

Probabilmente sarà nelle librerie prima della prossima estate. La Mondadori, con una battuta che reputo molto carina, mi ha attribuito il merito di aver inventato un nuovo genere, ovvero la saggistica emozionale. Sostengono che pur essendo dei saggi i miei testi trasmettano emozioni. Non svelerò altro del prossimo libro, solo che questa volta sarà un romanzo tratto da fatti veri e sarà una nuova scommessa.

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