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Lo spaccato duro dell’Italia: carceri ‘incivili’

L’Italia si conferma agli ultimi posti in Europa per civiltà nelle carceri: con 64mila detenuti e un tasso di sovraffollamento “ufficiale” al 134,4% è molto distante dalla media Europea che è 99,5%.

Ma l’associazione Antigone, nel suo monitoraggio annuale, presentato oggi a Roma, rileva come il dato sia falsato, poiché tiene conto della capienza regolamentare di 47.649, mentre è ormai riconosciuto, anche dalla Guardasigilli, Annamaria Cancellieri, che i posti effettivi sono all’incirca 37mila.

La percentuale “schizza” quindi ad oltre il 173%. Considerando i dati ufficiali, ci sono regioni dove le statistiche sono anche peggiori: la Liguria è al 169,9%, la Puglia al 158,1%, l’Emilia-Romagna al 155,9% e il Veneto al 153,4%. Le detenute sono 2.789, il 4,4% della popolazione carceraria. I numeri più alti nel Lazio, 507, e in Lombardia, 549.

Nel 2013 i detenuti morti in carcere sono stati 99, l’ultimo lo scorso 13 dicembre a Bergamo per infarto. Di questi 47 si sono suicidati (23 erano stranieri) e 28 sono morti per cause ancora da accertare. E’ l’associazione Antigone, che si batte per i diritti nella carceri, a sottolineare il dato nel suo rapporto annuale sulle condizioni di detenzione.

Il primato delle morti spetta a Roma Rebibbia con 11 morti (di cui 2 per suicidio, 3 per malattia e le altre ancora da accertare), seguita poi da Napoli, 9 in tutto: a Poggioreale sono morti fino ad oggi 6 detenuti, tra questi Federico Perna, sulla cui morte, l’8 novembre sono in corso un’indagine amministrativa e una giudiziaria per omicidio colposo.

Quattro i detenuti morti a Teramo, 3 a Velletri e 3 nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia. Il detenuto morto più giovane aveva 21 anni, era marocchino e si è impiccato il giorno il giorno dopo Ferragosto nella Casa Circondariale di Padova.

Il più anziano aveva 82 anni, è morto a seguito di un malore e stava scontando la sua pena nella Casa di Reclusione di Rebibbia. Aveva gravi patologie ed era stato recentemente colpito da un ictus, ma agli inizi di ottobre il Tribunale di Sorveglianza aveva rigettato la sua richiesta di differimento della pena per motivi di salute.

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