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Il Movimento 9 dicembre teramano a Roma: l’opinione

«Ieri ho partecipato insieme al gruppo di Teramo e Val Vibrata del Movimento 9dicembre2013 e non dei forconi come spesso viene erroneamente riportato, a quello che amo definire un incontro nell’Agorà capitolina di Piazza del Popolo, con tutti i veri italiani che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia. Ci siamo confrontati con gruppi diversi ed in diversi capannelli spontanei, ascoltando e raccontando i problemi legati ai propri territori». Sul fenomeno erroneamente definito dei ‘forconi’, ieri esploso a Roma, parla Franco De Angeli, uno degli esponenti del Movimento 9 dicembre.

«Un dato fondamentale è emerso, la mancanza di fiducia verso i propri politici e l’ incapacità dell’attuale governo di rispondere ai bisogni reali del popolo italiano. Niente disordini ed un grado di dignità e civiltà certamente non riscontrabili nella casta politica. Chi ha avuto la parola dal palco, non negata a nessuno, tra cui in rappresentanza del territorio teramano, Stefano Flajani, ha raccontato con sofferenza e dignità le proprie difficoltà aziendali e personali con momenti toccanti quando si sono ricordati, con un minuto di silenzio molto partecipato, i “suicidi sociali” di tutte quelle persone che hanno perso la speranza».

«La partecipazione anche se inferiore alle attese ha occupato il 20% della piena capienza della piazza e stimata prudentemente in 12-13.000 presenze, non 3.000 come riportato da alcuni giornali. Ho osservato con attenzione e partecipazione le persone intervenute e posso dire con assoluta certezza che esse rappresentavano l’intero spaccato sociale della nostra realtà lavorativa; dal lavoratore occupato al disoccupato, dall’imprenditore al libero professionista, dall’impiegato aziendale a quello pubblico, dall’insegnante allo studente, dal commerciante all’artigiano, con idee politiche diverse ma sotto un solo simbolo, “La bandiera d’Italia”. Il popolo dell’Agorà – continua l’esponente – di Piazza del Popolo accomunato da un profondo disamore verso la politica ed i politicanti, verso una casta sempre più autoreferenziale ed antidemocratica che in questo momento non rappresenta il popolo sovrano e la dignità della nostra nazione, hanno sentenziato con una sola voce: Mandiamoli tutti a casa».

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