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Export tra luci e ombre

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Segno rosso sulle esportazioni abruzzesi, con la caduta verticale dei settori dei veicoli industriali, della farmaceutica, dell’abbigliamento e dei componenti elettronici, mentre flebili segnali di vitalità arrivano solo dalle due ruote e dall’agroalimentare. E’ la fotografia tracciata da uno studio che Aldo Ronci ha realizzato per la Cna abruzzese sull’andamento dell’export nei primi nove mesi dell’anno.

L’analisi registra una diminuzione globale di 170 milioni di euro (5.211 milioni contro 5.041) rispetto al 2012, con uno [i]spread[/i] negativo rilevante (ben tre punti percentuali) rispetto alla media nazionale. Se infatti in Italia la riduzione si traduce in una sostanziale “linea di galleggiamento” (-0,3%), ben diverso è il discorso per l’export abruzzese, giù fino al -3%. Dimostrazione ennesima, secondo i portavoce della Cna, «che, in un quadro di crisi che colpisce il Paese, l’Abruzzo riesce a far peggio».

«Per una corretta interpretazione dei dati – avverte Ronci – occorre però analizzare separatamente i dati dei mezzi di trasporto, che hanno nella Sevel il punto di riferimento, da quelli dei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, la cui punta di diamante è la Honda. E altra cosa, poi, è il resto del paniere dei prodotti dell’export, realizzati per la quasi totalità da aziende abruzzesi, ma anche da aziende di grandi dimensioni che hanno sede qui».

Così, secondo lo studio, l’export degli autoveicoli è passato da 1.840 milioni di euro dei primi nove mesi del 2012 a 1.772 del 2013 (-3,7%, contro un incremento del 2,5% nazionale), e dunque con un decremento di 68 milioni di euro. Si è invertito così il dato positivo del primo semestre dell’anno, visto che a pesare sono ben 92 milioni di euro in meno registrati nel solo terzo trimestre.

Tutt’altro l’andamento degli “altri mezzi di trasporto”, ovvero le due ruote: per loro, in cascina, finisce un incremento di 64 milioni, con un rotondo +25,2% (+0,6% a livello nazionale). Tutta l’area dei mezzi di trasporto pesa per l’export regionale in misura massiccia: 35% del totale, contro una corrispondente media nazionale del 3%.

Grave l’andamento di comparti produttivi, che pure in passato avevano realizzato brillanti performance: decrementi importanti, con i veicoli industriali, hanno colpito la farmaceutica (-98 milioni), la componentistica elettronica (-80), i prodotti in metallo (-80), l’abbigliamento (-67) e gli articoli in pelle (-16).

Tra le poche note positive del periodo tra gennaio e settembre scorso, oltre al comparto delle due ruote, figurano anche le apparecchiature elettroniche (33 milioni di euro), gli articoli in gomma e plastica (23), i macchinari e le apparecchiature (20). Quanto all’agroalimentare, l’analisi di Ronci rivela una crescita del fatturato sì (da 363 milioni del 2012 a 371 del 2013), ma dalle dimensioni percentuali decisamente più modeste della media nazionale: 2,2% contro 5,8% .

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