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Pd, «Chiodi festeggia a funerale Abruzzo»

«L’Abruzzo che c’era cinque anni fa non c’è più: siamo devastati dalla disoccupazione, le famiglie abruzzesi si sono drammaticamente impoverite, le imprese chiudono ogni giorno e sulla sanità ‘modello Dracula’ si è consumata la più grande bugia, mentre Chiodi Festeggia il suo presunto operato». I consiglieri regionali del Pd tracciano un bilancio finale della legislatura e attaccano il presidente di Regione, Gianni Chiodi, accusato di «festeggiare ad un funerale, quello dell’Abruzzo».

A fare il punto della situazione sulla regione negli ultimi cinque anni sono stati, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, e i consiglieri regionali Giuseppe Di Luca, Claudio Ruffini, Giovanni D’Amico e Giuseppe Di Pangrazio. Gli esponenti di opposizione si sono soffermati sul «finto risanamento modello Dracula» in materia di sanità, con il pareggio di bilancio che «viene raggiunto succhiando l’offerta sanitaria che in Abruzzo non c’è più», e sull’isolamento della regione, «tagliata fuori dalle rotte dello sviluppo, dai corridoi europei, dalla rete di mobilità, dalla velocizzaizone dei trasporti su ferro».

«Zero spaccato – secondo il Pd, sulle infrastrutture, dato che – in cinque anni neanche un nuovo centimetro quadrato di nuove infrastrutture è stato realizzato». I consiglieri hanno parlato anche dei «90 mila posti di lavoro che mancano all’appello, mentre è stato raggiunto il più alto tasso di mortalità mai conosciuto dalle imprese», di una «ridicola riduzione delle tasse» e del welfare mancante, con «gli abruzzesi che più hanno bisogno che sono quelli che sono stati lasciati soli».

C’è poi quella che viene definita la «balla delle riforme», pari a «zero». «Più che finirla la legislatura Chiodi è riuscito a sfinirla – commenta D’Alessandro – per darsi ulteriori sei mesi di inganni, astuzie, furbizie e forzature. Un presidente a fine legislatura scatta la foto, non ha il diritto di parlare al futuro se non descrive quanto fatto, non quanto farebbe, avendo avuto a disposizione 60 mesi. Tempo scaduto. La fotografia – conclude – la faremo noi: a gennaio partirà ‘Viaggio in Abruzzo’ e racconteremo agli abruzzesi, comune per comune, la ‘grande bugia’».

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