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Via Vicentini, continua l’odissea

di Antonella Calcagni

L’amministrazione comunale ci riprova. Nella porzione del piazzale di via Vicentini di proprietà del Comune, sono spuntati parcheggi delimitati da strisce bianche, disegnate dal personale del Comune per invitare i cittadini a sostare nel “nuovo” posteggio pubblico. Si tratta dell’epilogo di una lunga vicenda che ha riguardato l’immissione in possesso da parte del Comune dell’Aquila di quella porzione di parcheggio che il proprietario, l’imprenditore Berardino del Tosto non aveva mai ceduto all’amministrazione, disattendendo la convenzione urbanistica.

Resta tuttavia ancora un ostacolo al parcheggio libero rappresentato dalla sbarra elettronica che si trova all’ingresso del parcheggio, «non ancora rimossa, nonostante le richieste dell’amministrazione», sottolinea il comandante dei vigili urbani, Eugenio Vendrame. Sulla porzione di parcheggio del comune sarà posto un cartello con la scritta parcheggio pubblico comunale, riferiscono dal Comune dell’Aquila.

Gli uffici comunali stanno intanto verificando la situazione giuridica della parte restante del piazzale di Via Vicentini. Ai raggi X da parte del settore edilizia tutti i titoli edilizi relativi palazzo Del Tosto nonché le istanze per condoni edilizi relativi da parte del fabbricato ma che interessa anche alcune opere di urbanizzazione. La questione più ingarbugliata sembra essere proprio quella dei condoni non solo presentati da Del Tosto, ma anche da altri proprietari che si trovano lungo viale della Croce Rossa. Si tratta di istanze inoltrate in occasione dell’ultima legge dello Stato rimaste praticamente in sospeso. In sostanza, come nel caso di Via vicentini, il Comune non si espresse e gli immobili rimasero dov’erano. L’amministrazione intenderebbe porre rimedio a questa situazione cogliendo al volo l’occasione del piano di riqualificazione della Croce Rossa.

Nel caso del palazzo di Via Vicentini, che peraltro ospita gli uffici Anagrafe del Comune dell’Aquila, di recente l’ispettorato aveva emesso una ordinanza di demolizione impugnata però prontamente dinanzi al Tar dalla proprietà che ha concesso la sospensiva. Un provvedimento che ha lasciato di stucco perfino il primo cittadino che si è meravigliato pubblicamente della velocità dei giudici amministrativi.

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