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Progetto Case, continuano i pasticci sulle bollette

di Antonella Calcagni

Continuano i pasticci sulle bollette del Progetto Case. Nei dati delle 23 piastre si notano nei consumi totali e nelle singole bollette differenze enormi. I dati a confronto sono emersi nel corso delle seduta della commissione Garanzia e controllo guidata dal presidente, Raffaele Daniele.

La professoressa Giusi Pitari, in qualità di residente in uno degli alloggi delle [i]New Town[/i] ha relazionato nel dettaglio sulla situazione. «I consumi del triennio dovrebbero essere identici in presenza di consumi e metri quadrati uguali. Invece si evincono enormi differenze fra le tipologie di alloggi. Le case tipo “Pellegrini” con i balconi di legno ha consumato 70 mila euro nel triennio – spiega la Pitari – le Eschilo hanno consumi ugualmente elevati, le altre invece consumano più o meno la metà. Una persona che si trova a Cese di Preturo si trova a pagare un costo diverso a seconda della tipologia di palazzina. Crediamo di vederci costretti a pagare una cattiva costruzione di queste palazzine. La stessa cosa ci sembra di verificare con il consumo di elettricità. Non sappiamo a cosa si riferiscono alcuni parametri. Nelle palazzine Pellegrini c’è chi consuma un totale di 12 mila euro, chi invece consuma 4 mila euro. Inoltre non hanno illuminazione esterna. Il consumo di acqua varia nello stesso modo. Due palazzine di Collebringioni consumano cinque volte in più rispetto alle altre, forse c’è una perdita».

«Ammonta a 7.297.314 il totale di gas di tutte le piastre. Se fossero state ben costruite avremmo avuto un totale di 5 milioni di consumi. Quel milione e 800 mila grava invece solo ed esclusivamente sulle palazzine sprecone e quindi solo su alcuni assegnatari. Più persone hanno presentato una istanza perché non comprendono il tipo di consumo. Chi ha cambiato alloggio si trova con un parametro che si chiama giornate termiche».

I cittadini hanno chiesto alla commissione di prendere atto delle disequità e di porre intercedere affinché venga posto rimedio. Una situazione peraltro arcinota ai tecnici comunali. Medesima analisi catastrofica è stata fatta dal consiglio civico aquilano attraverso Pierluigi Lomarco partito dal cattivo funzionamento dei pannelli solari.

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