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Incidenti sul lavoro, i numeri del dramma

Lavoro sempre meno insidioso in Abruzzo, dove l’ultimo rapporto Inail sugli infortuni nel lavoro, presentato questa mattina a L’Aquila, conferma un rientro dei più preoccupanti picchi infortunistici degli ultimi tempi. Anche se si rileva, in cifre assolute, un aumento occasionale non strutturale di disgrazie mortali, l’indicatore è al di sotto della media nazionale. Per la dirigenza dell’Inal occorre comunque non abbassare la guardia, anzi il rapporto presentato oggi fa riflettere sul ripetersi dei decessi in strada, le cui vittime sono lavoratori, tassisti, camionisti e cantonieri. «La strada è un fattore di rischio sul quale intervenire» e sul quale «indirizzare le nostre future politiche prepensionali», ha detto Nicola Nigri, direttore regionale vicario dell’Inail.

Intanto va registrata la creazione di un osservatorio sulle patologie afferenti all’amianto: un team di sorveglianza è stato incardinato nella facoltà medica dell’ospedale di Chieti per monitorare una lista di persone che hanno inalato in servizio tali sostanze. «Ci saranno visite nei cantieri edili – ha annunciato il direttore dell’Inail Abruzzo, Enrico Susi – in cui non si faranno multe, ma andremo a consigliare le più appropriate misure di sicurezza in cui si evidenziano fattori di rischio».

Sul fronte dei dati il 2012 ha visto in Abruzzo una diminuzione complessiva dell’11% delle denunce per infortunio sul lavoro, che passano dai 18.278 casi del 2011 ai 16.199 dell’anno successivo. Scomponendo il dato si evidenzia un calo generalizzato in tutti gli ambiti lavorativi con un lieve aumento (1%) per quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro. In controtendenza rispetto al 2011 – pur se in diminuzione nella serie storica – i casi mortali saliti da 24 a 25. Diminuisce anche il numero delle malattie professionali denunciate che, dopo il picco del 2011, segnalano un regresso del 14%.

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