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Scuola: lavoro a rischio per 24000 dipendenti

«La vertenza degli appalti di pulizia e sorveglianza nelle scuole sta assumendo un carattere drammatico e circa 24000 lavoratrici e lavoratori occupati su tutto il territorio nazionale sin dal primo gennaio 2014 (per effetto dei tagli delle risorse finanziarie da parte del Miur) rischiano di perdere il posto di lavoro o di avere una forte riduzione dell’orario di lavoro e quindi del salario». Così, il segretario regionale Filcams Abruzzo, Luca Ondifero, in una nota, commenta le motivazioni dello sciopero indetto per la giornata di oggi a Roma.

«In Abruzzo in particolare sono occupati circa 850 lavoratori, gran parte donne, che percepiscono stipendi che oscillano tra i 300 e gli 800 euro mensili, all’interno di famiglie che in molti casi vivono di quell’unico reddito, già ridotto nel corso degli anni a causa di tagli effettuati dai governi precedenti, e attenuati solo in parte dal ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga, peraltro senza un’adeguata copertura finanziaria per l’ultimo quadrimestre del 2013, e con le tante incertezze per il 2014. Questi lavoratori – si legge ancora nel comunicato – appartenenti a due gruppi, i cosiddetti “ex lsu” e gli “appalti storici”, sono stati stabilizzati dal 2001 attraverso leggi dello Stato che hanno consentito l’assunzione diretta in cooperative e aziende che gestiscono i servizi di pulizia e sorveglianza. Questo esercito di lavoratrici e lavoratori, spesso invisibili ai cittadini nonostante in questi anni si sia già registrata la riduzione di finanziamenti per diversi miliardi di euro nella scuola pubblica, hanno reso quantomeno dignitose e accettabili le condizioni igienico-sanitarie, nonché di sicurezza, in migliaia di plessi scolastici che ora rischiano di precipitare nel degrado».

«Le imprese che attualmente gestiscono il servizio hanno già avviato le procedure di licenziamento collettivo e dal primo gennaio 2014 è previsto il subentro delle nuove aziende aggiudicatarie delle gare di appalto con il sistema Consip, gare che non solo prevedono ulteriori tagli delle risorse ma che ci risulta siano state aggiudicate al massimo ribasso. Riteniamo dunque che sia responsabilità del governo e della politica dare un’urgente risposta occupazionale e reddituale a queste lavoratrici e lavoratori, impedendo l’entrata in vigore delle condizioni previste dalle gare di appalto in essere e trovando soluzioni idonee ad evitare che altri 24000 lavoratrici e lavoratori (850 dei quali abruzzesi) finiscano nel baratro della povertà e del disagio sociale. E’ per questi motivi che anche dalla nostra regione si è partiti stamattina, in concomitanza con lo sciopero odierno, per partecipare al corteo di Roma confluito dinanzi la sede del Ministero dell’Istruzione».

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