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Santa Lucia Protettrice della Cultura Popolare

di Nando Giammarini

La cultura popolare, maestra di sapienza e saggezza delle persone, ha svolto da sempre un grande ruolo per quel che concerne i rapporti sociali, gli usi, i costumi, le tradizioni fin dalle origini della varie economie. Rurali ed industriali.

Ogni territorio, ogni Comunità conservano gelosamente quella linfa vitale che è insita nelle proprie radici e sono in grado di rimetterla in circolo riproponendoci germogli di modernità che derivano dalla continuità con il passato, la storia, la memoria. Viviamo un’epoca in cui, oltre ad una galoppante crisi economica che sta mettendo in ginocchio il paese ed in crisi tante famiglie, i ritmi veloci imposti da un consumismo sfrenato e da una modernità che travolge storie relazioni, bellezza, sentimenti deturpando l’ambiente,talvolta perdiamo anche noi stessi nel mare della corsa affannosa della vita.

Ma non è, non può, non deve essere assolutamente così, dobbiamo ostinarci a riscoprire i veri valori della vita quali l’amicizia, la solidarietà ed una vera integrazione, sentimenti che da sempre hanno amalgamato genti e popoli diversi tra loro, con orgoglio e dignità. Insomma uniti nel rispetto delle regole del vivere civile in un Paese che diventi testimone e garante delle diverse culture dei propri abitanti e le trasmetta, con fiducia, alle nuove generazioni sperando ne facciano tesoro e le alimentino in una prospettiva futura.

Il prossimo 13 dicembre, ricorrenza di Santa Lucia, avrà luogo la ”VII Giornata Nazionale della Rete di Cultura Popolare Italiana” un giorno di festa per ricordare e promuovere il ruolo delle tradizioni e dei saperi che si tramandano di generazione in generazione e rischiano di perdersi se non vengono debitamente salvaguardate e diffusi con iniziative che coinvolgano l’intero Paese.

E’ stato scelto questo giorno poiché la Santa è protettrice oltre che della vista della cultura popolare. La leggenda narra che Ella, priva di occhi, possiede il dono della vista e rappresenta una luce che illumina le nostre tradizioni. Doveroso ringraziare il dottor Antonio Damasco, direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare, che svolge un grande ruolo per non disperdere quel ricco patrimonio di tradizioni e di saperi compresa la nostra bella arte del canto a braccio molto fiorente nell’Alta Valle del Velino, del Tronto, dell’Aterno e nella Maremma Toscana. La Rete di Cultura Popolare attraverso il Comitato scientifico svolge contemporaneamente attività di studio, ricerca progettazione e programmazione di azioni volte a tutelare, difendere e valorizzare le diverse espressioni dell’arte e delle tradizioni.

Quest’anno uno straordinario evento saluterà il 13 dicembre: Il professor Tullio De Mauro ex Ministro dell’Istruzione e linguista di fama internazionale ha donato alla Rete Italiana di Cultura Popolare parte del suo fondo personale bibliotecario che verrà messo in rete grazie alla collaborazione della Cassa di Risparmio di Torino. Il fine di questa donazione, stando ad un’intervista del prof De Mauro, è quello di conservare e mantenere vivi dialetti e lingue di minoranze poiché il mondo ha bisogno di circolazione di notizie e radici locali che proteggono dalla spersonalizzazione e dalla perdita d’identità.

Graditissima l’occasione per rivolgere pubblicamente gli auguri di buon onomastico a tutte le persone di nome Lucia ed al mio caro amico d’infanzia Lucio Durantini, cabbiese Doc. Infine un caro saluto e tantissimi auguri per una brillante carriera artistica alla figlia Sara, che possiamo tranquillamente inserire in questo contesto di tradizioni popolari, in quanto si cimenta nella continuità di una delle più belle usanze popolari tanto amate dalla gente di montagna: il suono dell’organetto.

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