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Sport

L’Aquila Calcio, rinasce il libro di Capaldi

di Claudia Giannone

Dopo la presentazione dello scorso anno, Dante Capaldi torna ad aggiornare il proprio libro sulla storia dell’Aquila Calcio, inserendo l’ultima annata disputata dai rossoblù. Grande conferenza nella sede della Casa del Volontariato, con inizio alle ore 17, e tanti i presenti per l’occasione, a partire dal presidente aquilano Corrado Chiodi, seguito dall’assessore allo Sport Emanuela Iorio e da altri personaggi dell’odierna società. Non possono mancare, ovviamente, le vecchie glorie rossoblù.

«Spero che il libro porti fortuna per l’anno prossimo». Queste le parole pronunciate dall’autore lo scorso anno. Ed evidentemente, le cose sono andate secondo i piani.

«Quando si parla di storia, bisogna tener conto delle persone che ci hanno preceduto. Senza memoria non c’è futuro. Ed eccoci uniti per ricordare l’evento dello scorso anno, quando a giugno c’è stato il ritorno in Prima Divisione».

C’è spazio per il ricordo di coloro che sempre hanno reso la storia della squadra grande, coloro che hanno perso la vita, dando tutto il cuore alla propria passione per il calcio: i tifosi.

A parlare ai microfoni è successivamente l’assessore Iorio, che subito vira in direzione del nuovo stadio.

«Stiamo facendo molto per quanto riguarda l’impiantistica. L’Acquasanta è il nostro cruccio, ma anche il nostro impegno costante. Ci auguriamo che a breve L’Aquila possa avere uno stadio adeguato».

«Questo salto di categoria – ha aggiunto l’assessore – ha reso possibile il ritorno ad un’unione della città intorno all’ambito calcistico. Ciò che è importante è lo spirito, non il risultato che si raggiungerà. L’importanza delle parole e delle immagini rimarrà nella storia di questa città e di questo sport».

A essere accolto da una grande ovazione è Augusto De Blasis, che a metà del proprio discorso si commuove, perso tra i ricordi.

«Ogni volta è un bagno nel passato. È un continuo rivangare nei ricordi. Ho dedicato tutta la mia vita alla sport. Umiltà e saper soffrire: i giovani devono imparare che questo è l’atteggiamento giusto».

L’ultimo a dire la sua è l’odierno presidente, Corrado Chiodi.

«Non è un percorso facile, ma dà tante soddisfazioni, tanta felicità. Dante per me è un maestro di vita. Una volta mi disse: senza cambiare testa, cambia punti di vista. Sono parole importanti. Non importa essere terzi o quarti, l’importante è dimostrare quanto valiamo».

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