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Roccaraso, Amicone contesta sindaco su unione Comuni

«Continua l’escalation verso il ridicolo e l’insensato del primo cittadino di Roccaraso, Francesco Di Donato». Ad affermarlo con «costanza mista a stupore» è Alessandro Amicone, ex vice sindaco del Comune di Roccaraso e attuale consigliere di minoranza.

«Ogni giorno – dice – continuo a constatare quanto le azioni di programmazione e di promozione di questo comune montano siano lontane e disconnesse dalla reali necessità del territorio. L’ultimo ‘coniglio’, tirato fuori dal cilindro ormai semivuoto e stremato del sindaco, è un’auspicabile unione dei comuni, ma non quella, come si potrebbe facilmente immaginare, fra i 4 comuni dell’Altopiano delle Cinque Miglia, che a gran voce gli viene richiesta da tempo da tutti gli attori del comprensorio e che sarebbe un primo e necessario tassello verso una programmazione turistica unica e d’impatto fra le 4 municipalità (Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e Rocca Pia) racchiuse in un fazzoletto di territorio, accomunate da percorsi storici significativi e oggi tutte riunite sotto ‘l’insegna’ di località turistiche».

«Questo progetto per il sindaco di Roccaraso non ha valenza, visto che non si adopera né lui né i suoi seguaci più attenti per realizzarlo, le sue mire ambiziose e lasciatemelo dire – sottolinea Amicone – la voglia di imitare un ‘governo delle larghe intese’ lo porta a dichiarare alla stampa la sua vicinanza ad una unione di comuni che conterebbe i 60 campanili che svettano da Pescasseroli a Torre de Passeri».

In merito a tale scelta Amicone si pone tre domande: «Quali potrebbero essere le soluzioni efficaci ad esigenze e problematiche di realtà ricadenti in un’area circa 120 Km, la magia consiste forse nei ‘superpoteri’ del sindaco di sorvolare ‘l’insignificante’ particolare che passiamo dalla montagna e arriviamo al mare attraverso le colline? In cosa consisterebbe il risparmio economico e l’efficienza dei servizi enunciata sempre dal ‘sindaco incantatore’ di Roccaraso? Non farebbe prima a dire in maniera schietta perché ama le larghe intese e chi sono i pochi ed eletti beneficiari?».

«Confido in un ravvedimento da parte del sindaco, anche se improbabile, vista la poca vocazione al bene del suo paese e la conclamata vicinanza a progetti e idee di altri che nulla hanno portato e porteranno mai in termini di valore aggiunto all’unica grande realtà turistica montana del centro-sud, spero che i già manifestati e saggi disappunti, al riguardo, degli altri sindaci della Valle Peligna e non solo abbiano la meglio per il necessario bene di tutti».

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