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Regione, sciopero dipendenti Giunta

Circa 400 dipendenti della Giunta regionale, secondo una stima data dagli organizzatori, hanno partecipato davanti al palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, allo sciopero generale, il primo nella storia della regione, proclamato per protestare contro la mancata utilizzazione del personale, circa 300 persone, fuoriuscito dagli enti regionali dismessi negli anni scorsi e per denunciare il fatto che non era stato destinato al fondo del salario accessorio il 50% delle risorse relative alla riorganizzazione della macchina amministrativa.

Una delegazione è stata ricevuta da alcuni consiglieri regionali all’esterno dell’Emiciclo, mentre, successivamente, all’interno l’assemblea regionale, riunita in seduta ordinaria, ha approvato una legge che secondo Rsu aziendali e sindacati contempla le richieste del personale regionale.

«Siamo arrivati in massa, ci sono stati pullman arrivati da Pescara, Vasto, Lanciano e Avezzano – spiega Domenico Madonna della Rsu Uil – Abbiamo ottenuto il risultato perché il Consiglio ha approvato una legge per ripianare dal 2013 il salario accessorio per le categorie più basse, togliendole dalla parte dirigenziale per il taglio che c’è stato a seguito dell’ingresso degli enti strumentali. Oltre a questo nella legge si obbliga la giunta a fare il piano di razionalizzazione, che prevede di destinare il 50% dei risparmi della riorganizzazione al salario accessorio. Vigileremo se all’atto della variazione di bilancio tutto ciò avvenga».

Nel corso della manifestazione, Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Funzione Pubblica Abruzzo, aveva sottolineato: «vogliamo l’approvazione della legge, presentata dai consiglieri Maurizio Acerbo e Lanfranco Venturoni, che consente di riorganizzare la macchina amministrativa della Regione Abruzzo, di risparmiare risorse e di riequilibrare i fondi del salario accessorio dei dipendenti». «Di fatto c’è una non gestione del personale – aveva aggiunto Ranieri – ed è anche difficile farci capire dall’opinione pubblica. Mentre non si mette mano agli sprechi della macchina pubblica, poi si fa pagare il conto ai dipendenti delle categorie più basse, magari a chi si trova davanti a uno sportello per ricevere delle persone, oppure chi ha già un salario di mille euro al mese». Una delegazione è stata ricevuta dai capigruppo, i quali hanno chiesto di fare il punto della situazione complessivo sul personale.

La protesta ha causato significativi disagi al traffico cittadino, con rallentamenti principalmente su via XX Settembre.

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