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Abruzzesi sempre più poveri

«In Abruzzo la povertà, con un incremento del 3% tra il 2011 e il 2012, cresce più che in Italia; la regione si colloca al terzo posto della classifica nazionale, in termini negativi, dopo Puglia e Campania. Sono oltre 100 mila le famiglie abruzzesi che vivono sotto la soglia di povertà». Sono alcuni dei dati discussi oggi a Pescara in occasione dell’assemblea provinciale delle pensionate e dei pensionati della Cgil di Pescara.

All’iniziativa, nell’auditorium Petruzzi del capoluogo adriatico, hanno preso parte, tra gli altri, il segretario provinciale dello Spi-Cgil, Paolo Castellucci, quello regionale, Giovanna Zippilli, e la segretaria della Cgil Pescara, Emilia Di Nicola.

«Siamo in una fase di grandissimo disagio sociale – ha affermato Castellucci – C’è bisogno di impegno e di azioni perché è a rischio la coesione sociale del Paese e del nostro territorio. A Pescara ci sono 67 mila anziani con più di 65 anni, di cui 21 mila over 80; oltre 10 mila le persone sole e i servizi di cura sono ormai una cosa davvero residuale. Investire nel sociale significherebbe anche costruire un percorso importante per l’occupazione».

Castellucci si è anche soffermato sugli «effetti su anziani, giovani e Comuni di una politica nazionale propagandistica che dice di non voler mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma che poi adotta provvedimenti che di fatto impongono di mettere molto di più le mani nelle tasche delle persone. Da un lato si finge di tagliare le tasse – ha concluso – ma dall’altro aumentano sempre più le spese per i cittadini».

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