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L’Abruzzo del turismo fa sistema

“L’Abruzzo del turismo fa sistema” è lo slogan scelto per la presentazione dei progetti turistici delle Dmc e Pmc territoriali, in programma dopodomani, mercoledì 11, a Pescara, (inizio ore 9.30) all’auditorium Petruzzi di via della Caserme.

Le Destination Management Company e Product Management Company rappresentano un vero punto di svolta del turismo regionale che, per la prima volta, definisce il modello di sistema nello sviluppo turistico con un approccio del tutto innovativo. Sono previste le presenze del presidente della Regione, Gianni Chiodi, dell’assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, e dei presidenti delle Dmc.

«Oltre 4.000 operatori – spiega Di Dalmazio – hanno dato vita a tredici nuove Società Consortili, il cui obiettivo è quello di costruire delle vere e proprie Compagnie di Turismo, in grado di mettere in rete e promuovere gli attuatori, i servizi e le peculiarità di ogni singolo territorio regionale, con l’obiettivo di arrivare ad una offerta regionale integrata, valida e di qualità, un’offerta che si fa sistema».

«Queste nuove aggregazioni, per ‘destinazione’ e per ‘linee di prodotto’ – prosegue – costituiscono, quindi, una svolta per il turismo abruzzese e ridisegnano completamente l’organizzazione turistica regionale, segnando una decisa inversione di rotta nell’approccio culturale allo sviluppo del turismo stesso. Innovazione che privilegia la rete tra gli operatori, e nel quale la competitività sui mercati turistici internazionali e italiano si misura, soprattutto, con la qualità e la capacità degli imprenditori privati di stare insieme, promuovendo le eccellenze e la vocazione di ogni singola destinazione. Un rapporto corretto, una dialettica produttiva, in cui il pubblico riprende il suo ruolo di regolatore ed il privato deve essere il motore per attuare le strategie e le programmazioni con una responsabilità condivisa, in cui gli attuatori territoriali sono le reti degli operatori».

«Un salto culturale, quindi, imposto dai nuovi indirizzi dei tanti ‘turismi’ che, in questa regione – conclude Di Dalmazio – possono confrontarsi e coabitare per dare vita, finalmente, ad un unico e competitivo Marchio comune: l’Abruzzo».

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