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Giustizia, da Sisti soddisfazione per iniziativa referendaria

Il difensore civico regionale, Nicola Sisti, è intervenuto sull’iniziativa referendaria promossa per tutelare i presidi giudiziari regionali che rischiano di essere soppressi.

«Rilevo con soddisfazione che, anche a seguito dei reiterati appelli di questa difesa civica, si sono moltiplicate le iniziative, a tutti i livelli, finalizzate alla revisione della geografia giudiziaria nel territorio regionale, prima fra tutte l’iniziativa referendaria abrogativa promossa dall’intero Consiglio regionale d’Abruzzo e recepita da altre regioni».

«In ogni caso tali interventi, compresi quelli dei vari comitati locali – osserva Sisti – vanno implementati senza tregua, onde evitare che la forza emotiva di reazione suscitata nei cittadini e nelle istituzioni da un provvedimento sciagurato e illogico, possa in qualche modo affievolirsi nel tempo. Coloro che continuano imperterriti a sostenere che la lotta contro l’abolizione dei Tribunali e in genere dei presidi giudiziari è una mera manifestazione di particolarismi territoriali e di campanilismi, o non sono informati o sono in male fede, al semplice rilievo che i forti disagi provocati alle popolazioni interessate, non vengono compensati neppure in minima parte da un contenimento di risorse che in realtà è del tutto marginale e irrilevante».

«Se, infatti, la riforma della giustizia deve partire dallo smantellamento delle sedi giudiziarie – afferma il difensore civico – vuol dire che ci si avvia verso il collasso, come dimostra, peraltro, anche la reintroduzione della mediazione obbligatoria, che è una scellerata istituzione – già dichiarata inutilmente incostituzionale dalla Consulta – che aumenta pesantemente i tempi ed i costi dei processi, contrariamente a quanto sostenuto da una inaccettabile propaganda conformista, al punto che appare legittimo ipotizzare che la manifesta illogicità di tale istituto sia il frutto di pressioni lobbistiche. Non ultimo il rilievo che in alcuni Tribunali in attesa di soppressione (in particolare il Tribunale di Lanciano) praticamente l’attività giudiziaria si avvia verso la paralisi, a causa della diaspora dei Giudici che legittimamente decidono di trasferirsi altrove, al punto che la proroga fino al 2015 provoca in realtà una lenta agonia che prelude alla fine».

«Quale difensore civico della Regione Abruzzo, infine, tengo a precisare – onde evitare, come è già avvenuto, che alcuni polemizzino su una mia presunta ‘incompetenza’ in ordine alla materia in disamina – che la tutela non giurisdizionale dei diritti dei cittadini rappresenta la principale funzione attribuitami dalla legge e, nel caso di specie, il diritto alla giustizia dei cittadini abruzzesi è stato fortemente compresso e diminuito senza alcuna plausibile ragione».

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