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Sulmona, restaurata la fontana dell’amore

Presentato questa mattina, a Sulmona, il restauro della

fontana di Fonte d’Amore. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del cartellone di “[i]Ars eros e cibus. Sulmona si veste d’amore[/i]”, promosso dall’associazione culturale Fabbricacultura su progetto della Camera di Commercio dell’Aquila.

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Il restauro della fontana, su iniziativa di Fabbricacultura, è stato realizzato con il contributo della Saca, società di gestione del servizio idrico integrato nell’area peligna e del Comitato dei volontari delle frazioni. Grazie all’intervento della Saca, dalla fontana, ricca di storia e legata ad Ovidio, è tornata a sgorgare, dopo tanti anni, l’acqua.

{{*ExtraImg_176290_ArtImgRight_300x192_}}«Il restauro di questa fontana – ha spiegato Anna Berghella, presidente dell’associazione Fabbricacultura – è un fatto importante: riporta alla luce e sottrae dal dimenticatoio un monumento che è simbolo della frazione di Fonte d’Amore. Un monumento famoso sia perchè sorge in un luogo, secondo leggende, prediletto da Ovidio che qui amoreggiava con Corinna, sia per la credenza popolare secondo cui bere qui cinque sorsi d’acqua suggellerebbe eterno amore. L’esperienza compiuta con il restauro di questa fontana dimostra che dobbiamo ricominciare noi cittadini a fare qualcosa di utile per la nostra città, che deve risalire la china e tornare ai fasti di un tempo. Avremmo preferito condividere con le istituzioni comunali questo momento importante di grande senso civico e di lavoro di squadra dei cittadini».

Il presidente della Saca Domenico Petrella, esprimendo gratitudine per la significativa iniziativa all’associazione Fabbricacultura e al comitato dei volontari delle frazioni che si sono occupati di rimuovere sporcizia e degrado, ha lanciato l’idea di un Museo dell’Acqua, «collegando tutte le antiche fontane esistenti nella Conca peligna in un ideale percorso di riscoperta e valorizzazione della loro esistenza».

Anna Colangelo, della soprintendenza Bsae Abruzzo, ha rilevato l’importanza di «restituire l’antica fontana di Fonte d’Amore alla sua piena vita, con l’acqua che torna a sgorgare». Per la Colangelo «la fontana restaurata è la tessera di un mosaico storico e archeologico di grande rilievo, che comprende l’Abbazia celestiniana, l’area archeologica di Ercole Curino, il campo di prigionia 78, l’eremo di Sant’Onofrio, dove visse Pietro da Morrone». L’importanza della storia rappresentata dalla fontana è attestata dalle date impresse sulla fontana stessa, quella del 1838 e poi quella del 1919, con la scritta “Fontana della Vittoria”, riferita alla conclusione della Prima guerra mondiale.

{{*ExtraImg_176291_ArtImgRight_300x192_}}Fabio Spinosa Pingue, presidente provinciale di Confindustria, ha ricordato come «oggi siano fondamentali iniziative concertate tra cittadini, associazioni e imprese, tenendo conto che poco possono dare le istituzioni». Spinosa ha auspicato che «iniziative come questa, promossa da Fabbricacultura, si estendano ad altre testimonianze storiche della città e del comprensorio peligno, lavorando insieme con creatività e fantasia, cominciando dalla passione e dallo sforzo dei cittadini per valorizzare le potenzialità e le risorse del territorio».

Il saluto e il ringraziamento a nome del comitato delle frazioni è stato portato da Tarcisio Iacovone, che ha espresso la speranza che «partendo dal restauro della fontana e con lo stesso spirito di collaborazione ora messo in opera si possano avviare nuove iniziative». Presente anche un’artista francese con la grande tela per l’arte di strada che sta accompagnando tutti gli eventi “Ars, Eros, Cibus”, iniziativa coordinata dagli artisti sulmonesi Alessandro Monticelli e Claudio Pagone, insieme al consigliere di minoranza Alessandro Lucci.

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