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Il cronoprogramma si scontra con il Tar

Anche per la scheda parametrica del centro storico si ripropone lo stesso copione andato in scena per la filiera. E’ il Tar a dettare i tempi della ricostruzione e non, come sembra, il cronoprogramma del Comune dell’Aquila.

Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso basato sul silenzio-rifiuto dell’amministrazione comunale relativo ad un consorzio denominato “la Fenice”, che si affaccia su via XX Settembre. Dà 80 giorni di tempo al Comune dell’Aquila per adempiere alla sentenza, scaduti i quali nominerà un commissario ad acta. Condanna inoltre l’ente alle spese di lite.

Gli immobili in oggetto non fanno parte dell’asse Centrale e la relativa scheda parametrica era stata presentata nei termini previsti, luglio 2012. I proprietari hanno atteso invano i 60 giorni entro cui il Comune dell’Aquila avrebbe dovuto pubblicare il riconoscimento del contributo, sicché hanno deciso di rivolgersi al Tar. I giudici, accogliendo il ricorso, hanno stabilito che la pubblicazione del contributo, nonostante la costituzione dell’ufficio Speciale, resta una competenza esclusiva del comune dell’Aquila.

Il ricorso numero 691 proposto, per conto della Fenice, dall’avvocato aquilano Graziano Celestini e accolto dal Tar Abruzzo è il primo che riguarda le tempistiche della scheda parametrica. Si tratta di un “nuovo corso” che rischia di vanificare gli effetti del cronoprogramma approvato dal Consiglio comunale.

I giudici amministrativi parlano di inerzia dell’amministrazione che ha l’esclusiva competenza per l’emissione del contributo stabilendo che «l’Ufficio speciale ha il solo compito della istruttoria, mentre il Comune è il titolare del procedimento e nulla è cambiato in ordine allo [i]spatium temporis[/i] dei 60 giorni». Nel caso del condominio il silenzio-rifiuto risulta maturato dal 7 settembre 2012.

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