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L’Aquila, «Meno morti bianche in un anno»

Parte dall’Aquila, dal cantiere più grande d’Europa, la sfida della ricostruzione sicura. Parola d’ordine: stop alle morti bianche nei cantieri. A discuterne esperti locali e di caratura nazionale, riunitisi questo pomeriggio a Palazzo Silone della Regione Abruzzo, in occasione del workshop “Salute e sicurezza nei cantieri – Diagnostica per immagini in Medicina del Lavoro”, realizzato dalla Cattedra di Medicina del Lavoro dell’Università dell’Aquila (dipartimento SCAB) e dalla Struttura Speciale Tutela Salute e Sicurezza del Lavoro della Regione Abruzzo, con il supporto organizzativo degli Studi medici polispecialistici Fare Salute.

«I nostri tecnici coordinatori dei cantieri – ha spiegato ai numerosi intervenuti Antonio Paoletti, docente di Medicina del Lavoro presso l’Università dell’Aquila – stanno diventando più bravi e più consapevoli, avendo meglio compreso sia il proprio ruolo tecnico che le responsabilità penali che la legge ha loro attribuito. Ciò garantirà una più puntuale applicazione della normativa vigente, anche a costo di bloccare i lavori dell’impresa quando non si rispettano le regole di sicurezza sulle cadute dall’alto, sui seppellimenti per crolli o collassi di strutture, sugli incidenti causati da semoventi di cantiere. Le stesse tecniche di controllo nei cantieri si sono evolute attraverso lo sviluppo di nuovi sistemi informatici applicati sia dai Coordinatori più attenti che dagli Ispettori della Asl. Dal canto loro, i Medici del lavoro che devono fornire il giudizio di idoneità alle attività in rischio sono orientati verso una migliore tutela dei lavoratori, particolarmente di quelli più anziani, attraverso l’applicazione delle più moderne tecniche diagnostiche oggi disponibili».

Gli ultimi dati resi noti dall’Inail hanno dimostrato la diminuzione degli infortuni con un calo importante delle morti bianche su base annua: meno di 900. «Sono sempre troppe – precisa Paoletti – ma mi sento di dire che all’Aquila la situazione si sta avviando ad essere migliore se non vengono meno i controlli ispettivi. La vera attenzione dovrà porsi, tuttavia, ora con i grandi lavori di demolizione e con la ricostruzione nel centro storico dove, per via degli stretti vicoli e della concomitanza di più imprese, non si potrà lavorare con mezzi di grandi dimensioni e più stabili. La grande sfida parte ora: ricostruire in sicurezza, senza rischi per i lavoratori, allontanando lo spettro degli incidenti fatali e invalidanti».

La discussione ha visto la partecipazione di Maurizio Ardingo, membro del direttivo nazionale AIAS (Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza); Fabrizio Collini, responsabile del servizio prevenzione e protezione della Regione Abruzzo; Maria Vittoria Di Fabio, medico radiologo presso il centro polidiagnostico Inail dell’Aquila; Fausto Fanti, dirigente della Struttura regionale per la tutela della Salute e della sicurezza sul lavoro; Augusto Lucci, dirigente medico dell’Inail provinciale; Roberta Martinelli, medico competente della Asl 01; Carlo Masciocchi, docente di Radiologia medica e Prorettore dell’Università dell’Aquila; Domenico Pompei, Responsabile dello SPSAL nel dipartimento di Prevenzione della Asl; Carlo Zamponi, consigliere nazionale Aifos (Associazione Nazionale Formatori della Sicurezza sul Lavoro).

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