IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Cosa farne dell’abete dopo il Natale

Questo Natale gli abeti entreranno in sei milioni di case. A tanto, infatti, ammontano le stime degli alberi che verranno commercializzati in questo periodo, con un giro di affari dell’ordine dei 150 milioni di euro, e che a feste concluse contribuiranno a far crescere il volume dei rifiuti solidi urbani.

È quanto rileva il Corpo forestale, che offre consigli su come smaltire gli abeti dopo l’Epifania Acquistare un albero vero non significa necessariamente fare una scelta anti-ecologica.

Secondo gli esperti di Pefc Italia, il sistema di certificazione per la gestione forestale sostenibile, l’abete di plastica ha un impatto ambientale maggiore perché la plastica deriva dal petrolio e quindi ha costi ambientali e di smaltimento elevati. Inoltre gli abeti di origine italiana presenti sul mercato natalizio derivano per circa il 90% da coltivazioni specializzate, cioè da piantagioni di alberi create per questo scopo, che occupano stagionalmente oltre mille piccole aziende agricole in Italia. L’importante, spiega Pefc, è controllare il tagliando dell’albero per sincerarsi che provenga da boschi gestiti in modo sostenibile.

«Dopo le feste, l’abete può prendere molteplici strade ma mai quella del cassonetto stradale che – ricorda la Forestale – è una pratica vietata e sottoposta a sanzioni pecuniarie. Gli abeti con le radici e ancora vivi possono andare all’esterno, su balconi o giardini, tenendo comunque a mente che si tratta di piante che possono raggiungere anche i 20 metri e che per sopravvivere necessitano di condizioni climatiche adatte, in genere molto fresche».

Gli abeti sono infatti specie di montagna di norma incapaci di sopravvivere in climi caldi. Nel caso in cui non si abbia la possibilità di mettere a dimora l’albero, la Forestale consiglia di piantarlo in vaso, porlo in un angolo fresco del giardino o del balcone e riutilizzarlo per più anni. Come ultima alternativa l’albero di Natale, vivo o morto, potrà essere consegnato nei centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni.

A Roma, per il nono anno consecutivo, a gennaio la Forestale metterà in campo un’iniziativa ad hoc insieme all’Ama. I cittadini potranno portare gli alberi nei centri appositamente attrezzati dalla municipalizzata. Le piante non più vitali verranno riusate riciclandole per la produzione di compost ecosostenibile da giardino, mentre quelle ancora vive troveranno posto in parchi, giardini o aree scelte quali l’ex vivaio forestale di Arcinazzo Romano, gestite dalla Forestale.

X