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Ezio Stati: arrestato per «delibera che non esiste»

«Metto a disposizione una ricompensa di diecimila euro, un prosciutto e una ‘scenna’ di baccalà ([i]espressione in dialetto marsicano che vuol dire coppa[/i]) a chi riuscirà ad aiutarmi andando a trovare la delibera regionale firmata da mia figlia in base alla quale i magistrati dell’Aquila mi hanno arrestato». L’ex consigliere regionale Dc, Ezio Stati, commenta ironicamente la decisione del gup del Tribunale di Avezzano di annullare il capo d’accusa di corruzione a carico suo, della figlia Daniela, attuale consigliere regionale; del marito di questa, Marco Buzzelli; del titolare della società Selex, Sabatino Stronelli e dell’ex deputato ed ex presidente della Valle del Giovenco Calcio, Vincenzo Angeloni e di rimandare tutto alla procura per una nuova formulazione. Tutti erano accusati di un giro di corruzione e regalie per far avere lavori ed incarichi nella ricostruzione dell’Aquila. L’inchiesta è stata avviata nel 2009.

«Mi hanno tolto dignità sulla base di una delibera che allo stato attuale non esiste», spiega Stati, citando la firma di una convenzione che, secondo l’accusa, sarebbe alla base dell’atto corruttivo. Un atto che avrebbe favorito la figlia Daniela nelle vesti di assessore regionale. «Qualcuno avrà visto questo documento, dato che mi hanno arrestato. Se questo atto non dovesse esistere – conclude – sarebbe un abuso».

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