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Processo Stati, annullato capo d’imputazione

Il Gup Tribunale di Avezzano Taviano in riferimento al procedimento penale che vide indagata nell’agosto 2010 per una inchiesta relativa alla ricostruzione post sisma aquilano l’allora assessore regionale Daniela Stati e arrestati il padre e il marito, dopo tre anni e mezzo, ha dichiarato la nullità del capo d’imputazione – ossia inizialmente corruzione – e ha disposto la trasmissione degli atti al Pm di Avezzano per quanto di competenza, ossia riformulare un nuovo capo di imputazione.

Un fiume in piena oggi pomeriggio Ezio Stati che, insieme alla figlia Daniela, hanno commentato la decisione del giudice del Tribunale di Avezzano di annullare il capo d’accusa di corruzione e rimandare tutto alla procura per una nuova formulazione.

Stati, ironizzando, ha offerto una ricompensa a chi riuscisse a trovare l’atto che secondo i magistrati aquilani lo avrebbe incastrato. Un atto che in realtà non sarebbe mai stato trovato. Ezio Stati cita infatti la firma di una convenzione che secondo l’accusa e’ alla base dell’atto corruttivo. Un contratto che avrebbe favorito la figlia Daniela nelle vesti di assessore regionale e che avrebbe portato l’imprenditore a regalarle come ringraziamento un anello e a donare al padre un tv color.

Una convenzione di cui si parla nelle intercettazioni. In realtà, però, quest’atto non è stato mai trovato materialmente. «La delibera – ha affermato Stati – è stata data per scontata dagli inquirenti. L’atto non c’è, ma io chiedo a voi tutti di darmi una mano. Avrei necessità di questo atto di mia figlia. Qualcuno lo avrà visto dato che mi hanno arrestato per quell’atto. Io credo che i magistrati abbiano verificato, che lo abbiano fatto prima la polizia giudiziaria, poi il pm e poi il Gip. Se non c’è questo atto – ha aggiunto – sarebbe un abuso. E per questo offro una ricompensa di 10mila euro a chi riuscirà a trovarlo e a consegnarmelo e, visto che è Natale, aggiungo un prosciutto e “‘na scenna” di baccalà».

«Se questo documento non dovesse essere trovato – ha concluso – chi si è preso la briga di arrestare una persona?». Daniela Stati, affiancata dai due difensori Roberto Verdecchia e Alfredo Iacone, ha parlato dell’importanza della famiglia nella vicenda. «La cattiveria più grande – ha spiegato – è interdire una famiglia, perché la nostra forza veniva dalla struttura famiglia. La struttura ha retto a questo dramma, mia madre, mio fratello, mio marito i miei figli. Oggi per me è stata una grande soddisfazione, ma sono ancora arrabbiata. Non siamo dei numeri, siamo persone che dobbiamo rispondere alla famiglia. Auguro a tutti un buon Natale e tanta serenità».

Così il presidente della Regione Gianni Chiodi commenta la notizia: «sono contento per Daniela Stati, so quanto ha sofferto per questa cosa: fa piacere che ad Avezzano sia annullata l’accusa di corruzione per lei».

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