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Emergenze: focus sui percorsi salvavita

«Sono convinto che la collaborazione tra il sistema sanitario israeliano e quello abruzzese ci consentirà di affrontare al meglio le criticità e le sfide presenti e future della nostra realtà sanitaria. Vogliamo collaborare con quelli che sono considerati i maggiori esperti mondiali in campo delle emergenze, facendo studiare al nostro personale i percorsi salvavita più moderni ed efficienti. Israele è un punto di riferimento internazionale nel settore della sanità un vero e proprio [i]benchmark[/i], punto di riferimento per tutti i paesi aderenti all’Organizzazione mondiale della sanità. Con questo spirito abbiamo avviato una collaborazione sulla rete di emergenza-urgenza». Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi dopo la firma dell’accordo con lo stato di Israele avvenuto ieri a Roma nell’ambito di un vertice intergovernativo, alla presenza del presidente del Consiglio Enrico Letta e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Con la firma del protocollo, l’Abruzzo ha ribadito l’interesse e l’impegno della Regione a collaborare con lo Stato d’Israele attraverso una partnership socio-sanitaria, come previsto nell’intesa di collaborazione tra i sistemi sanitari della Repubblica Italiana e dello Stato di Israele firmata già nel 2002.

L’Ocse nella [i]Review of Health Care Quality[/i] del dicembre 2012 ha definito Israele come [i]Raising Standards[/i] e il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, nell’aprile 2013 ha indicato il sistema sanitario dello Stato di Israele come benchmark per tutti i paesi aderenti all’Oms stessa.

«La nostra ambizione – ha aggiunto Chiodi – è creare, dopo il risanamento, una rete di emergenza urgenza di grandissima qualità. Per questo collaboreremo con il sistema sanitario di Israele che in questo settore è il migliore al mondo. Siamo stati l’unica regione italiana a partecipare al vertice intergovernativo tra Italia e Israele e a sottoscrivere un accordo di collaborazione. Una delle criticità che abbiamo rilevato nella rete dell’emergenza urgenza abruzzese era proprio la mancanza di un programma di formazione aggiornato e omogeneo diffuso a tutti gli operatori della rete dell’emergenza. E dato che l’economia insegna che quando le risorse sono poche vanno ottimizzate e che quando non si ha la possibilità per crescere individualmente bisogna creare sinergie, abbiamo deciso di dar vita a questa collaborazione con Israele. Importante per noi sarà acquisire le tecniche sulla gestione delle emergenze: il sistema di Israele è considerato tra i più innovativi e tecnologicamente avanzati al mondo».

Attualmente Israele possiede un servizio sanitario di alta qualità quanto a risorse e ricerca, moderne strutture ospedaliere e un buon rapporto di medici e specialisti rispetto alla popolazione. Questa situazione ottimale si riflette nella bassa mortalità infantile e nella lunga aspettativa di vita. La popolazione può quindi contare su ospedali, ambulatori e centri per la medicina preventiva e la riabilitazione. I servizi ospedalieri includono procedure e tecniche molto avanzate.

L’Abruzzo ha partecipato ufficialmente all’incontro intergovernativo sulla cooperazione bilaterale Italia-Israele. Un’occasione per il nostro governo di stringere una ancora più stretta alleanza nel miglioramento delle relazioni politiche, economico-commerciali, scientifiche, tecnologiche e culturali tra i due Paesi con l’obiettivo di rafforzare le relazioni e gli stretti legami tra Italia e Israele nei vari settori.

L’accordo con Israele prevede l’elaborazione di un programma di formazione triennale che comprende, complessivamente, tre corsi di formazione in una struttura israeliana di eccellenza per un totale di 120 operatori medici e infermieri selezionati della rete di emergenza-urgenza del Sistema sanitario regionale abruzzese.

Tale programma denominato “Abruzzo 2020 Sanità Sicura” mira all’attuazione, anche in Abruzzo, di un «livello di formazione permanente di tutto il personale operante nel sistema di emergenza/urgenza» della sanità abruzzese, che ormai da dieci anni è uno degli obiettivi specifici delle regioni indicato nelle “[i]Linee guida su formazione, aggiornamento e addestramento permanente del personale operante nel sistema emergenza/urgenza[/i]”, pubblicate nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 25/08/2003. Tale documento ribadisce che la formazione permanente – strutturata in programmi stabili e duraturi – è garanzia di qualità del sistema, misurata in base ai parametri relativi alla riduzione delle morti evitabili e delle gravi disabilità conseguenti a situazioni di emergenza-urgenza, con tutte le pesanti ripercussioni sulla spesa sanitaria per la cura delle disabilità permanenti.

Dopo aver frequentato questo corso, gli operatori abruzzesi saranno chiamati a formare gli altri professionisti del sistema di emergenza e urgenza, così da garantire su tutto il territorio regionale uniformità di qualità e eccellenza nella gestione di eventuali emergenze. Oggetto dell’intesa è lo scambio di informazioni, conoscenze e documentazioni sulla medicina di emergenza e del trauma.

«In Abruzzo – ha aggiunto Chiodi – da quando sono diventato commissario il tavolo di monitoraggio dei ministeri mi ha sollecitato alla costituzione di una nuova rete dell’emergenza urgenza e pur apprezzando la regolamentazione con cui abbiamo cercato con il commissario Zuccatelli di iniziare a dare delle regole al nostro sistema regionale dell’emergenza, il tavolo stesso ci ha rilevato delle criticità come la necessità di ammodernamento dei mezzi di soccorso e delle tecnologie, la mancanza di integrazione tra la componente territoriale ed ospedaliera, la mancanza di percorsi formativi omogenei e l’assenza di un sistema efficace di monitoraggio e valutazione della qualità delle prestazioni. Ora il compito che ci siamo prefissati è dare una risoluzione a tali criticità».

L’Abruzzo, inoltre, guarda ad Israele anche per far crescere le start up locali perché questo Paese è punto di riferimento internazionale su questo campo. A Tel Aviv si vive un clima particolare che aiuta i giovani a creare nuove imprese e a scommettere sul mercato internazionale, se è vero che nel 2012 in Europa le start up partite sono state 500 a fronte delle 2000 in Israele. L’obiettivo, in sostanza, è replicare in Abruzzo il modello israeliano che è un punto di riferimento a livello internazionale.

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