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Gran Sasso, lavoratori sul piede di guerra

È bufera sul Gran Sasso e non solo meteorologica. I lavoratori sono di nuovo sul piede di guerra perché fino a ieri non era ancora arrivato il carico di gasolio che consente di funzionare ai mezzi battipista e alla funivia. A complicare la situazione c’è stata la chiusura della strada disposta dall’amministrazione provinciale che ha costretto un gruppo di lavoratori a raggiungere a piedi l’impianto fune in mezzo alla bufera per aprire almeno al personale di servizio.

La neve è arrivata copiosa, ce n’è oltre un metro. Gli impianti potrebbero aprire, come pronosticato entro l’Immacolata, mentre la funivia dovrebbe tornare a funzionare per il pubblico domenica. Il punto è che senza gasolio non si può fare alcunché. E quand’anche dovesse arrivare non potrebbe essere trasportato (strada chiusa e divieto di caricare liquido infiammabile sulla funivia).

C’è poi un altro tipo di problema legato alla mancanza di una pianta organica per la funivia. Per farla funzionare c’è bisogno di 12 unità, ma la riunione sindacale nella quale ieri si sarebbe dovuto decidere la destinazione del personale, sembra sia stata disdetta dal direttore del Centro turistico, Angelo De Angelis, all’ultimo momento. Di recente è stato espletato un concorso interno per chiedere ai dipendenti degli impianti se avessero intenzione di passare alla funivia. Un concorso è stato espletato anche individuare il direttore di esercizio.

A sorpresa alla selezione ha partecipato anche (l’ex direttore che ha sbattuto la porta) Marco Cordeschi che si è piazzato al secondo posto dopo un candidato di Milano che sarebbe fuori gioco vista la mancanza del requisito della residenza. Solo al terzo posto si sarebbe piazzato il direttore uscente, Dino Pignatelli che avrebbe già armato un ricorso al Tar. Corsi e ricorsi storici sul Gran Sasso. A.Cal.

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