‘Mese di solidarietà e di lotta per la ricostruzione’

«Chiedo al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, già Commissario delegato, al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, già vice commissario delegato, al provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, alle 5 Ater dell'Aquila, di Chieti, di Pescara, di Teramo e di Lanciano, al Comune dell'Aquila e del “cratere” sismico, nella loro qualità istituzionali di “soggetti attuatori” della ricostruzione della Edilizia Residenziale Pubblica: che cosa ci avete fatto “di concreto” con i 150 milioni di euro messi a disposizione sin dal 15 agosto 2009 dalla Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 3803?». Lo dichiara, in una nota, il coordinatore regionale del Mia Casa Abruzzo Pio Rapagnà.

«Chiedo una risposta - continua Rapagnà - al seguente interrogativo: perchè quella “benedetta” Ordinanza del 15 agosto venne sostituita da una successiva Ordinanza numero 3805 del 15 settembre 2009, con la quale gli originari e unitari 150 milioni vennero “spartiti in due e rimodulati” in 107 milioni di euro per gli interventi sugli alloggi Ater e 43 milioni di euro per gli interventi sugli alloggi “parcheggio” di proprietà del Comune dell'Aquila e di alcuni altri Comuni del cratere? Chiedo di sapere, dopo 4 anni e 3 mesi dal 15 agosto 2009: perchè i circa 55 milioni di euro per la “ricostruzione pesante” degli edifici ed abiatazioni Ater classificati E non sono stati ancora spesi dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e dall'Ater dell'Aquila?».

«Chiedo al sindaco dell'Aquila e all'assessore alla ricostruzione - aggiunge Rapagnà - perchè i 37 milioni di euro per la riparazione e ricostruzione degli alloggi di proprietà del Comune non sono stati ancora spesi? E perchè invece, da essi, sono stati “prelevati e stornati” circa 7 milioni di euro utilizzati invece per il ripristino del complesso ex-Onpi?».

«Lo “stato di emergenza” dichiarato con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 6 aprile 2009, già prorogato con i decreti 17 dicembre 2010 e 4 dicembre 2011 - conclude Rapagnà - è cessato il 31 agosto 2012: perchè le istituzioni regionali e gli enti locali non hanno preso nelle loro mani la ricostruzione e la messa in sicurezza antisismica del patrimonio abitativo pubblico?».