Tar respinge ricorsi contro Abruzzo Engineering

Il Tar dell'Aquila non ha concesso la sospensiva in merito al ricorso contro Abruzzo Engineering, società pubblica in liquidazione, presentato da alcune persone risultate idonee ma non in posizione utile per l'assunzione al termine del concorsone che si è svolto all'Aquila tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 per l'individuazione di 300 unità lavorative a tempo indeterminato da inserire nell'ambito dei processi per la ricostruzione.

I ricorrenti chiedevano lo stop della determinazione con cui l'Ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila ha confermato l'assegnazione di attività legate alla ricostruzione, già affidate da Comune e provincia dell'Aquila, ad Abruzzo Engineering, Spa che vede il pacchetto azionario controllato al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30 da Finmeccanica attraverso Selex Service Managment e 10% dalla Provincia dell'Aquila. Il sodalizio nato ai tempi della Giunta di centrosinistra con l'obiettivo di abbattere il digital divide nel territorio abruzzese, in seguito a problemi economici legate alla carenza di commesse è stato messo in liquidazione per volere dell'azionista di maggioranza, la Regione Abruzzo, nella persona del presidente, Gianni Chiodi.

Dei circa 200 dipendenti la metà lavorano nella ricostruzione e la metà sono in cassa integrazione. Come emerge da una nota della stessa società, con Ordinanza del 21 novembre scorso il Tar ha respinto l'istanza cautelare "di annullamento previa sospensione della Determinazione numero 27 del 08/05/2013 tra l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione e A.E. ribadendo la prosecuzione di ogni attività di ausilio agli uffici del Comune e della Provincia dell'Aquila, nonché a supporto in qualsivoglia compito correlato cui sono chiamati questi ultimi".