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Un advisor per salvare l’Accademia

di Antonella Calcagni

Nominare un advisor per controllare i debiti e ricostruire la sede dell’accademia dell’Immagine alienando o dandone in fitto la metà alla Regione che cerca una sede per l’Arta. Questa la ricetta del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente per scongiurare la messa in liquidazione dell’accademia dell’Immagine: «una operazione preordinata dalla Regione - sostiene il sindaco - per mettere le mani sull’immobile di Collemaggio», che per Statuto, in caso di procedure concorsuali, passerebbe nelle mani dell’Emiciclo. Una operazione di killeraggio in un momento in cui, annuncia il Primo cittadino, un importante Ateneo italiano intende insediare all’Aquila un corso di Laurea Triennale in “Imagine maker”.

«D’ora in poi quando il centro destra parla di cultura deve arrossire». Sbotta il primo cittadino all’indomani della seduta dell’assemblea dei soci che ha passato la patata bollente al Tribunale, trovandosi, come in un gioco dell’oca, al punto di partenza. Luca Bruno non poteva essere nominato liquidatore dall’assemblea, è stata pertanto revocata la delibera di incarico. Dunque la corposa relazione presentata (che il sindaco sospetta sia stata «ispirata da Giorgio De Matteis») non è altro che una perizia da parte di un consulente che ora dovrà essere pagato. L’istituto è pertanto ancora in vita, spiega Cialente, come pure il suo Cda.

C’è tuttavia il mistero della presidente nominata dopo le dimissioni del sindaco, Loredana Errico, che non ha mai assunto l’incarico, né ha mai effettuato la comunicazione alla Camera di Commercio, lasciando con il cerino in mano il sindaco.

«Dov’era la Regione quando non venivano redatti i bilanci, dopo il sisma – attacca Cialente – la verità è che avevano deciso che l’accademia doveva morire». Il sindaco punta il dito contro la relazione dell’avvocato Bruno che giudica lacunosa. E poi perché nominare un avvocato e non un revisore dei conti? Inoltre il debito rilevato non è di 2 milioni e mezzo, ma forse si attesta sul milione e mezzo a fronte di un valore della sede di Collemaggio pari a 6 milioni di euro; cifra stanziata per la ricostruzione dell’immobile che giace nella casse del Comune dal dicembre scorso, ricorda l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, aggiungendo che in caso di liquidazione il finanziamento andrebbe perduto.

Allora che fare? Il sindaco si erge a difensore non solo dell’accademia dell’Immagine, ma anche dell’accademia delle Belle arti, «in emorragia di iscritti, che ha ricevuto in questi giorni la visita degli ispettori del Ministero».