Logo
Inferno Filippine dopo Haiyan, 10 mila morti

Il bilancio delle vittime del super tifone Hayan che ha colpito le Filippine potrebbe arrivare alla cifra di oltre 10.000 morti. Lo hanno riferito le autorità locali. La stima arriva man mano che i soccorritori arrivano nei luoghi colpiti dal disastro, dove i sopravvissuti, riferiscono diverse testimonianze, «si muovono come zombie».

Almeno 300 morti e 2.000 dispersi sono stati registrati nell’isola di Samar ed è la prima conferma di un disastro su vastissima scala, di proporzioni peggiori di quanto ci si aspettasse e sicuramente il più grave nella storia del paese asiatico. Gli abitanti dell’isola di Samar sono circa 733.000 e diverse aree non sono mai state raggiunte nei due giorni in cui Hayan ha colpito con forza.

Tacloban, capitale della provincia di Leyte, è «totalmente distrutta», hanno riferito diversi testimoni. «La gente», ha raccontato Andrew Pomeda, 36 anni, insegnante, «vaga per strada impazzita, per aver perso la famiglia o per cercare cibo. Molti sono diventati aggressivi e violenti e vi sono saccheggi dappertutto. Entro una settimana, se qui non arrivano i soccorsi, moriremo tutti di fame».

La stima delle 10.000 vittime arriva da un vertice governativo che si è tenuto nella notte. «Circa il 70-80% delle abitazioni che si trovavano lungo il percorso del tifone sono state distrutte», hanno affermato le autorità.

A Washington il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ha annunciato che gli Stati Uniti invieranno aiuti militari. «Il Comando militare americano del Pacifico interverrà in questa situazione, in una prima fase nelle operazioni di soccorso e di ricerca in mare», ha riferito un portavoce. Anche il segretario generale delle nazioni Unite, Ban Ki-moon ha sollecitato le agenzie umanitari del Palazzo di vetro a «rispondere rapidamente» all’emergenza.

La [i]Supply Division[/i] dell’Unicef a Copenaghen sta caricando circa 60 tonnellate di aiuti di prima necessità, con ripari, kit medici e sanitari sui camion diretti verso l’aeroporto di Copenaghen per un ponte aereo d’emergenza e sta anche organizzando – tramite ponte aereo- l’invio di impianti per la depurazione delle acque e kit sanitari direttamente dai fornitori in Europa e in Asia a Manila.

Gli aiuti arriveranno nelle Filippine martedì 12 novembre. Lo staff nel paese asiatico è stato riposizionato per fornire interventi di emergenza, con un maggior numero di operatori che andranno ad incrementare i team sul campo.

L’Unicef chiede un sostegno per consentire di rispondere alle esigenze di tutti i bambini e le famiglie colpite.